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Per chiunque si trovi nelle condizioni di Alexandra conosco solo
un rimedio: bere e scopare. Reduce dalla messa nera, è in uno
stato pietoso, trema tutta, parla in modo incoerente. Tuttavia riesce
a trovare la bottiglia di cognac che tiene in macchina. Filiamo a tutta
velocità. Io non conosco le strade e Alexandra è troppo
isterica per esser di aiuto, ma tutte le strade conducono a Parigi.
Charenton... ecco un uomo! Perlomeno i suoi intrattenimenti non sono
noiosi, mentre non può dirsi altrettanto per i suoi più
rispettabili confratelli. E siccome alle sue messe non ci si spinge
agli estremi - non si fanno a pezzi i bambini, non ci si dà al
cannibalismo - il male ch'egli pratica può dirsi abbastanza innocente.
Un po' più spettacolare del solito evangelismo, senz'altro, ma
non molto più pericoloso. Io rispetto la sua vitalità,
e al diavolo i fini cui tende... Troppi, fra quelli che conosco, sono
morti per metà, sia dalla cintola in giù, sia dalla cintola
in su.
Le opinioni di Alexandra al riguardo sono esclusivamente sue. Dopo qualche
sorsata di cognac, si è calmata un po'. Mi si fa accosto, sui
sedile, tutta nuda. Mi passa la bottiglia. Do appena un sorso. Non ho
tanto bisogno di bere, io, quanto di fottere qualcuno. Il cazzo mi è
tornato duro come quando ero là da Charenton. E l'odore di fica
(asfissiante, lì, dentro l'abitacolo, coi finestrini chiusi)
mi sta dando alla testa.
Ti rendi conto, in casi come questo, della potenza del fetore che le
donne producono di continuo, per fermentazione, fra le loro cosce...
Alexandra continua a smaniare, non trova requie. Lo so io che cosa le
ci vuole. Il cognac non basta. Lei è come qualcosa che potrebbe
esploderti in mano da un momento all'altro. Mi slaccia la pattella e
mi agguanta il cazzo. Lo tiene stretto, ci sta aggrappata, non per giocarci
ma come per accertarsi che è ancora al suo posto e che ci rimanga.
Le consiglio ripetutamente di rivestirsi. Non mi va di guidare per Parigi
con una donna nuda in auto. Ma quando arriviamo davanti a casa sua,
lei è ancora nuda, come alla partenza. Neanche adesso vuol mettersi
su niente. Con gli indumenti sottobraccio, scende dalla macchina e ci
gira intorno, illuminata dai fari, prima ch'io abbia trovato la chiavetta
per spegnerli. Poi stiamo cinque minuti buoni davanti al portone, intanto
che lei cerca le chiavi.
Non avevo mai visto Alexandra fare niente del genere. È sempre
stata una troia, da quando la conosco, ma finora si era sempre comportata
con una certa discrezione. Però non mi stupisce il mutamento.
Io non cerco più di capirle, le donne. Le chiavo e basta. Si
risparmia un bel po' di fatica, così. Una donna a scoparla ci
impieghi una ventina di minuti. Ma però non ti basterebbe una
vita per rispondere a tutte le domande che ti poni in quei venti minuti.
Alexandra mi conduce dritto dritto in camera sua. Per le scale, tre
gradini avanti a me, mi dimena il culo in faccia. Cristo, non hanno
alcun rispetto per te, queste fighe! Ti mettono la fica sotto il naso
senza darsi il benché minimo pensiero dell'effetto che questo
ti fa. Le cosce di Alexandra sono madide di linfa vaginale, che le cola
fin quasi alle ginocchia. Sarei tentato di affondare i denti in quel
culaccio grasso e staccarne un bel tocco, da far in graticola.
In camera da letto, si sdraia, ma è troppo nervosa per aver la
pazienza d'aspettare ch'io mi spogli. Appoggiata su un gomito, incomincia
a tormentarsi la passera da sé. E seguita a dar sorsate alla
bottiglia benché abbia smesso da un pezzo di tremare.
Io mi guardo allo specchio. Resto là ad ammirarmi il cazzo rizzo
per un paio di minuti. Un uomo dovrebbe farsi fotografare quand'è
in erezione così, col batacchio da battaglia. E mostrare la foto
al principale, quando va a chiedere un aumento di stipendio. E poi,
anche, per farla vedere ai nipotini, da vecchio.
Alexandra l'ammira insieme a me, ma lei ha idee tutte sue, circa che
farne. Allunga una mano, l'agguanta, lo sbaciucchia un po'. Prima ancora
ch'io mi sia coricato, cerca di ficcarselo dentro la bocca. Questa fica...
dopo tutta la fatica che feci per indurla a ciucciarmelo, la prima volta.
Poco dopo, mi posa la testa in grembo e comincia a far l'amore con John
Thursday.
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