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Con "The dirty letters of Joyce to her wife", Faber & Faber, Londra, 1975 sono state rese pubbliche alcune delle lettere "erotiche" che Joyce scrisse, durante il suo secondo viaggio a Dublino nel 1909, alla compagna Nora Barnacle che era rimasta a Trieste.
Una di queste lettere è stata tra l'altro venduta alla 'asta da Sotheby's a Londra per 350 mila euro.
La corrispondenza di Nora, che partecipava volentieri al "gioco erotico", sembra sia andata completamente persa.

 

 

 

 

8 dicembre 1909

 

December 8, 1909

     
Mia dolce puttanella Nora
Ho fatto come mi hai suggerito tu, zozza fanciulla, me lo sono menato due volte leggendo la tua lettera. Vado in sollucchero nel vedere che ami essere fottuta in culo. Sì, ora mi ricordo di quella notte in cui ti ho fottuta così a lungo il popò. Cara, quella è stata la scopata più memorabile che abbia mai fatto. Il cazzo è restato piantato in te per ore, fottendoti e rifottendoti il didietro. Sentivo le tue grosse natiche madide di sudore sotto il mio ventre e vedevo la tua faccia spiritata ed i tuoi occhi folli. Ad ogni colpo di coda che ti davo la tua lingua impudica guizzava fra le tue labbra e se ti davo un colpo molto più forte e profondo del solito, dei peti molli e grassi fuoriuscivano crepitando dal deretano. Avevi un culo pieno di peti quella notte, amore mio, e te li tiravo fuori a grappoli fottendoti, quei bei peti grassi, alcuni lunghi e ventosi, altri brevi, allegri e sfrigolanti e poi una gragnuola di minuscoli peti che si concludeva con una colata di umori che sgorgava dal tuo buco. È meraviglioso fottere una donna piena di peti e farli uscire ad uno ad uno ad ogni colpo di coda. Credo che riconoscerei ovunque un peto di Nora. Credo che potrei individuarlo in una sala piena di donne spetazzanti. È un rumore piuttosto leggero non il peto molle che immagino nelle donne grasse. È improvviso e secco e sporco come quello che una ragazza sfrontata mollerebbe la notte, per ridere, in un dormitorio. Spero che Nora continui a mollarmeli, questi bei peti, in faccia, perché possa respirarne il profumo.
Dici che quando ritornerò me lo succhierai e vuoi che io ti lecchi la figa, piccola sporcacciona. Spero che una volta tu mi sorprenda mentre dormo vestito e che ti avvicini furtiva con la foia di una puttana negli occhi, e mi sbottoni delicatamente bottone dopo bottone la patta dei pantaloni e delicatamente ti impossessi del grosso mickey del tuo amante, e che lo ingoi con la tua bocca umida e che lo succhi ancora e ancora fino a quando diventa più grosso e più duro, e che te lo fai venire in bocca. Anch’io ti sorprenderò addormentata, ti rivolterò le sottane ed aprirò delicatamente le tue mutande ardenti, quindi mi stenderò delicatamente accanto a te ed inizierò a leccarti pigramente tutto attorno all’orlo peloso. Tu inizierai a muoverti e ad agitarti quando leccherò le labbra della figa, mia cara. Inizierai a gemere e grugnire e sospirare e scoreggiare di gioia nel sonno. Allora leccherò sempre più veloce e ancora più veloce come un cane vorace fino a che il tuo corpo non si torca selvaggiamente e che la tua figa non diventi una massa di bava.
Buona notte, mia piccola Nora scoreggiona, mio sporco uccellino fottitore. C’è una parola stuzzicante, amore, che hai sottolineato per farmelo menare meglio. Scrivimela ancora con dolcezza, e altre più sporche, più sporche.
  My sweet little whorish Nora
I did as you told me, you dirty little girl, and pulled myself off twice when I read your letter. I am delighted to see that you do like being fucked arseways. Yes, now I can remember that night when I fucked you for so long backwards. It was the dirtiest fucking I ever gave you, darling. My prick was stuck in you for hours, fucking in and out under your upturned rump. I felt your fat sweaty buttocks under my belly and saw your flushed face and mad eyes. At every fuck I gave you your shameless tongue came bursting out through your lips and if a gave you a bigger stronger fuck than usual, fat dirty farts came spluttering out of your backside. You had an arse full of farts that night, darling, and I fucked them out of you, big fat fellows, long windy ones, quick little merry cracks and a lot of tiny little naughty farties ending in a long gush from your hole. It is wonderful to fuck a farting woman when every fuck drives one out of her. I think I would know Nora's fart anywhere. I think I could pick hers out in a roomful of farting women. It is a rather girlish noise not like the wet windy fart which I imagine fat wives have. It is sudden and dry and dirty like what a bold girl would let off in fun in a school dormitory at night. I hope Nora will let off no end of her farts in my face so that I may know their smell also.
You say when I go back you will suck me off and you want me to lick your cunt, you little depraved blackguard. I hope you will surprise me some time when I am asleep dressed, steal over to me with a whore's glow in your slumberous eyes, gently undo button after button in the fly of my trousers and gently take out your lover's fat mickey, lap it up in your moist mouth and suck away at it till it gets fatter and stiffer and comes off in your mouth. Sometimes too I shall surprise you asleep, lift up your skirts and open your drawers gently, then lie down gently by you and begin to lick lazily round your bush. You will begin to stir uneasily then I will lick the lips of my darling's cunt. You will begin to groan and grunt and sigh and fart with lust in your sleep. Then I will lick up faster and faster like a ravenous dog until your cunt is a mass of slime and your body wriggling wildly.
Goodnight, my little farting Nora, my dirty little fuckbird! There is one lovely word, darling, you have underlined to make me pull myself off better. Write me more about that and yourself, sweetly, dirtier, dirtier.

 

 

James Joyce