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Emmanuelle ha voluto insaponare il corpo della invitata. Lo sa fare
così bene, insinuando la mano tra le gambe di Bee, che questa
deve difendersi:
"No, no, adesso basta, Emmanuelle! È troppo faticoso! Lasciami
riprender forza."
L'amica la lascia asciugare; la vezzeggia:
"Vieni sul letto!"
Bee tace e Emmanuelle ha un momento di paura. Bee se ne accorge, la
bacia sulle palpebre:
"Andiamo in camera tua." dice.
Emmanuelle rovescia Bee sul grande letto, si stende su di lei, le copre
di baci la fronte, gli zigomi, il collo, le mordicchia i lobi delle
orecchie, i seni. Si lascia scivolare sul tappeto, s'inginocchia, nasconde
il volto nel ventre nudo dell'amica.
"Oh!" geme, "che dolcezza!"
Sfrega le guance, una dopo l'altra, e il naso, e le labbra, contro l'elastico
rilievo del pube.
"Cara! Cara!"
Bee non si muove, rimane in silenzio. Emmanuelle s'inquieta:
" Stai bene, così?"
"Sì."
"Vuoi, è vero, vuoi essere la mia amante?"
"Ma, Emmanuelle ..."
Si interrompe, accarezza i capelli sciolti, attende.
Le mani di Emmanuelle le allargano le lunghe gambe, sfiorano l'apertura
che le separa, vi penetrano dolcemente. Bee sospira, lascia lentamente
ricadere le braccia lungo il corpo, chiude gli occhi. Emmanuelle accosta
la punta della lingua al taglio preciso e stretto come un sesso di vergine.
Umetta per tutta la loro lunghezza i bordi della vulva, ne lecca l'interno,
poi cerca il clitoride, lo aspira, lo stimola di vibrazioni, l'addolcisce
di saliva, lo fa andare e venire tra le labbra come un minuscolo fallo.
Fa scivolare nella sua stessa vagina il medio ripiegato. Con la mano
libera, continua a stimolare il sesso dell'amica. Le sue dita sono tutte
umide. Le fa scorrere tra le natiche,
che si sollevano perché Emmanuelle possa penetrarle più
facilmente dall'orifizio più stretto. Il dito vi si affonda per
intero. Soltanto allora Bee grida, e continua a gridare per tutto il
tempo in cui Emmanuelle la lecca, la succhia e passa la sua mano dall'una
all'altra delle aperture del suo corpo.
Emmanuelle deve confessare per prima la sua stanchezza. Si corica di
nuovo sul corpo dell'amante. Ne all'una ne all'altra sembra resti più
forza per parlare.
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