Il vecchio e il mare

(Due brani scelti)

 
 

[…]
Ogni tanto era così stanco che non riusciva a ricordare le parole e allora le diceva in fretta perché gli venissero meccanicamente. L'Ave Maria è più facile da dire del Pa-ter Noster, pensò.
"Ave Maria piena di grazia, il Signore è teco. Benedetta sei tu fra le donne e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori ora e nell'ora della morte nostra. Amen." Poi aggiunse: "Vergine benedetta, prega per la morte di questo pesce. Per meraviglioso che sia".
Dette le preghiere si senti molto meglio, anche se soffriva esattamente come prima e forse un po' di più e si appoggiò al legno della prua e incominciò meccanicamente a muovere le dita della mano sinistra. Ora il sole era caldo nonostante la brezza si stesse alzando leggera.
"E' meglio che rimetta l'esca alla lenza piccola a poppa" disse. "Se il pesce decide di resistere un'altra nottata, avrò di nuovo bisogno di mangiare e l'acqua nella bottiglia è quasi finita. Credo che non riuscirò a prendere che un delfino, in questo punto. Ma se lo mangio abbastanza fresco non sarà cattivo. Come vorrei che stanotte mi venisse a bordo un pesce volante. Ma non ho luci per attirarlo. Un pesce volante è buonissimo da mangiar crudo, e non avrei bisogno di tagliarlo. Ora devo risparmiare tutte le forze. Cristo, non sapevo che fosse cosi grosso."
"Però lo ucciderò" disse. "In tutta la sua grandezza e il suo splendore."
Anche se è ingiusto, pensò. Ma gli farò vedere che cosa sa fare un uomo e che cosa sopporta un uomo.
"Ho detto al ragazzo che sono un vecchio strano" disse. "E' questo il momento di dimostrarglielo."
Le mille volte che già lo aveva dimostrato non avevano importanza. Ora lo stava dimostrando di nuovo. Ogni volta era una volta nuova, e non pensava mai al passato, quando lo faceva.
Vorrei che si addormentasse e che potessi dormire anch'io e sognare i leoni, pensò. Perché sono i leoni la cosa più importante che mi è rimasta? Non pensare, vecchio, disse a se stesso. Riposati piano piano ora sul legno e non pensare a nulla. Lui sta lavorando. Lavora meno che puoi.
[…]

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Quando entrò nel piccolo porto le luci della Terrazza erano spente e il vecchio sapeva che tutti erano a letto. La brezza aveva continuato ad alzarsi, e ora soffiava forte. Però il porto era tranquillo e il vecchio approdò nel piccolo tratto di pietre sotto gli scogli. Non c'era nessuno ad aiutarlo, cosi issò la barca meglio che potè. Poi scese e la legò a uno scoglio.
Disarmò l'albero e serrò la vela e la legò. Poi si mise in spalla l'albero e si avviò verso la salita. Fu allora che capì la profondità della sua stanchezza. Si fermò un momento e si voltò a guardare e vide alla luce delle lampade sulla strada la grande coda del pesce, che sorgeva ritta dietro alla poppa della barca. Vide la bianca linea nuda della colonna vertebrale e la massa scura della testa col rostro sporgente e tutta la nudità in mezzo.
Riprese la salita e giunto in cima cadde e rimase un momento disteso con l'albero sulla spalla. Cercò di alzarsi. Ma era troppo difficile, e rimase lì seduto con l'albero sulla spalla e guardò la strada. Sull'altro lato della strada passò un gatto a fare gli affari suoi e il vecchio lo guardò. Poi guardò soltanto la strada.
Alla fine posò l'albero a terra e si alzò. Raccolse l'albero e se lo mise in spalla e si avviò per la strada. Dovette sedere cinque volte prima di arrivare alla sua capanna.
Nella capanna appoggiò l'albero alla parete. Nel buio trovò una bottiglia d'acqua e bevve un sorso. Poi si distese sul letto. Si tirò la coperta sulle spalle e poi sulla schiena e sulle gambe e dormì a faccia in giù sui giornali con le braccia tese e le palme delle mani girate.
[…]

 
Ernest Hemingway