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Ogni tanto era così stanco che non riusciva a ricordare le parole
e allora le diceva in fretta perché gli venissero meccanicamente.
L'Ave Maria è più facile da dire del Pa-ter Noster, pensò.
"Ave Maria piena di grazia, il Signore è teco. Benedetta
sei tu fra le donne e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù.
Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori ora e nell'ora della
morte nostra. Amen." Poi aggiunse: "Vergine benedetta, prega
per la morte di questo pesce. Per meraviglioso che sia".
Dette le preghiere si senti molto meglio, anche se soffriva esattamente
come prima e forse un po' di più e si appoggiò al legno
della prua e incominciò meccanicamente a muovere le dita della
mano sinistra. Ora il sole era caldo nonostante la brezza si stesse
alzando leggera.
"E' meglio che rimetta l'esca alla lenza piccola a poppa"
disse. "Se il pesce decide di resistere un'altra nottata, avrò
di nuovo bisogno di mangiare e l'acqua nella bottiglia è quasi
finita. Credo che non riuscirò a prendere che un delfino, in
questo punto. Ma se lo mangio abbastanza fresco non sarà cattivo.
Come vorrei che stanotte mi venisse a bordo un pesce volante. Ma non
ho luci per attirarlo. Un pesce volante è buonissimo da mangiar
crudo, e non avrei bisogno di tagliarlo. Ora devo risparmiare tutte
le forze. Cristo, non sapevo che fosse cosi grosso."
"Però lo ucciderò" disse. "In tutta la
sua grandezza e il suo splendore."
Anche se è ingiusto, pensò. Ma gli farò vedere
che cosa sa fare un uomo e che cosa sopporta un uomo.
"Ho detto al ragazzo che sono un vecchio strano" disse. "E'
questo il momento di dimostrarglielo."
Le mille volte che già lo aveva dimostrato non avevano importanza.
Ora lo stava dimostrando di nuovo. Ogni volta era una volta nuova, e
non pensava mai al passato, quando lo faceva.
Vorrei che si addormentasse e che potessi dormire anch'io e sognare
i leoni, pensò. Perché sono i leoni la cosa più
importante che mi è rimasta? Non pensare, vecchio, disse a se
stesso. Riposati piano piano ora sul legno e non pensare a nulla. Lui
sta lavorando. Lavora meno che puoi.
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Quando entrò nel piccolo porto le luci della Terrazza erano spente
e il vecchio sapeva che tutti erano a letto. La brezza aveva continuato
ad alzarsi, e ora soffiava forte. Però il porto era tranquillo
e il vecchio approdò nel piccolo tratto di pietre sotto gli scogli.
Non c'era nessuno ad aiutarlo, cosi issò la barca meglio che
potè. Poi scese e la legò a uno scoglio.
Disarmò l'albero e serrò la vela e la legò. Poi
si mise in spalla l'albero e si avviò verso la salita. Fu allora
che capì la profondità della sua stanchezza. Si fermò
un momento e si voltò a guardare e vide alla luce delle lampade
sulla strada la grande coda del pesce, che sorgeva ritta dietro alla
poppa della barca. Vide la bianca linea nuda della colonna vertebrale
e la massa scura della testa col rostro sporgente e tutta la nudità
in mezzo.
Riprese la salita e giunto in cima cadde e rimase un momento disteso
con l'albero sulla spalla. Cercò di alzarsi. Ma era troppo difficile,
e rimase lì seduto con l'albero sulla spalla e guardò
la strada. Sull'altro lato della strada passò un gatto a fare
gli affari suoi e il vecchio lo guardò. Poi guardò soltanto
la strada.
Alla fine posò l'albero a terra e si alzò. Raccolse l'albero
e se lo mise in spalla e si avviò per la strada. Dovette sedere
cinque volte prima di arrivare alla sua capanna.
Nella capanna appoggiò l'albero alla parete. Nel buio trovò
una bottiglia d'acqua e bevve un sorso. Poi si distese sul letto. Si
tirò la coperta sulle spalle e poi sulla schiena e sulle gambe
e dormì a faccia in giù sui giornali con le braccia tese
e le palme delle mani girate.
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