(Kaklil Gibran - "The Divine World")

 

 

 

La mano del destino

(Da: "Le ali spezzate)


Nella primavera di quell'anno meraviglioso, mi trovavo a Beirut. I giardini erano pieni di fiori di Nisan e la terra era coperta di un verde tappeto d'erba: tutto era simile a un segreto della terra rivelato al Cielo. Gli aranci e i meli, simili a urì o spose mandate dalla natura ad ispirare i poeti e ad eccitare l'immaginazione, indossavano bianche vesti di fiori profumati.
La primavera è bella ovunque, ma in Libano ancora di più. È uno spirito che vaga intorno alla terra ma si libra sul Libano, e conversa con re e profeti, canta con i fiumi i canti di Salomone, commemora con i Sacri Cedri il ricordo dell'antica gloria. Beirut, libera dal fango dell'inverno e dalla polvere dell'estate, è simile ad una sposa in primavera, o ad una sirena seduta presso la riva di un ruscello ad asciugarsi la pelle levigata sotto i raggi del sole.
Un giorno, nel mese di Nisan, andai a trovare un amico la cui casa si trovava a una certa distanza dalla fascinosa città. Mentre conversavamo, entrò in casa un uomo molto distinto di circa sessantacinque anni. Mi alzai per salutarlo, e il mio amico me lo presentò come Farris Effandi Karamy facendo poi il mio nome in termini lusinghieri. Il vecchio mi guardò per un attimo, toccandosi la fronte con la punta delle dita come se stesse tentando di ricordare qualcosa. Poi mi si accostò sorridendo, e disse: "Tu sei il figlio di un mio carissimo amico, e io sono felice di vedere quell'amico nella tua persona".
Molto colpito dalle sue parole, fui attratto verso di lui come un uccello che l'istinto conduce al nido prima del temporale. Quando sedemmo, ci raccontò della sua amicizia con mio padre, ricordando il periodo trascorso assieme. Un vecchio ama tornare con la memoria ai giorni della sua giovinezza come uno straniero che brama ritornare al suo paese. Si diletta a raccontare storie del passato come un poeta che gode a recitare la sua migliore poesia. Vive spiritualmente nel passato poiché il presente passa veloce, e il futuro gli appare come l'approssimarsi all'oblìo del sepolcro. Un'ora piena di vecchi ricordi passò come le ombre degli alberi sull'erba. Quando Farris Effandi si alzò per andarsene, mi pose la mano sinistra sulla spalla e mi strinse la destra, dicendo: "Non vedo tuo padre da vent'anni. Spero che prenderai il suo posto in visite frequenti a casa mia". Riconoscente, promisi di compiere il mio dovere verso un caro amico di mio padre.
Quando il vecchio se ne fu andato, chiesi al mio amico di parlarmi di lui. Egli disse: "Non conosco nessun altro uomo a Beirut che la ricchezza abbia reso gentile e che la gentilezza abbia reso ricco. E' uno dei pochi che in questo mondo vengono e vanno via senza far male a nessuno, ma persone così sono di solito infelici e oppresse poiché non sono abbastanza capaci di salvarsi dalla disonestà altrui. Farris Effandi ha una figlia dal carattere simile al suo, e di una bellezza e di una grazia oltre ogni descrizione, ed anche lei sarà infelice poiché la ricchezza paterna la sta già ponendo sull'orlo di un terribile precipizio".
Mentre pronunciava queste parole, notai che il suo volto si annuvolava. Poi proseguì: "Farris Effandi è un buon vecchio dal cuore nobile, ma manca di forza di volontà. La gente lo guida come un cieco. Sua figlia gli obbedisce malgrado il suo orgoglio e la sua intelligenza, e questo è il segreto che si cela nella vita di padre e figlia. Questo segreto è stato scoperto da un uomo malvagio, un vescovo, la cui crudeltà si nasconde all'ombra del Vangelo. Egli fa credere alla gente di essere gentile e nobile. E il capo religioso in questa terra di gente pia, che gli obbedisce e lo venera; egli li guida come un gregge di agnelli al macello. Questo vescovo ha un nipote estremamente odioso e corrotto. Presto o tardi verrà il giorno in cui porrà il nipote alla sua destra e la figlia di Farris Effandi alla sua sinistra e, stringendo nella mano empia la ghirlanda nuziale sulle loro teste, legherà una vergine pura a un sordido depravato, ponendo il cuore del giorno nel seno della notte.
È tutto ciò che posso dirti su Farris Effandi e sua figlia, perciò non farmi altre domande";
Dicendo ciò, volse il capo verso la finestra come se stesse tentando di risolvere i problemi dell'esistenza umana concentrandosi sulla bellezza dell'universo.
Nel lasciare la casa, dissi al mio amico che avevo intenzione di far visita a Farris Effandi di là a qualche giorno, allo scopo di mantenere la mia promessa e in nome dell'amicizia che aveva unito lui e mio padre. Mi fissò per un istante, e notai un mutamento nella sua espressione come se le mie poche, semplici parole gli avessero rivelato una nuova idea. Poi mi guardò dritto negli occhi in modo strano, uno sguardo d'amore, di pietà e di paura - lo sguardo di un profeta che prevede ciò che nessun altro sa divinare. Poi le sue labbra tremarono leggermente, ma non disse niente mentre mi avviavo verso la porta. Quello sguardo strano mi seguì, e non riuscii a comprenderne il senso, finché non crebbi nel mondo dell'esperienza, dove i cuori si comprendono intuitivamente, e dove gli spiriti sono maturi nella consapevolezza.