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Sono quasi sulla punta dei piedi, le braccia stese
sopra la testa, le mani legate, con una robusta corda, ad un gancio
sul soffitto.
La stanza è in penombra, soltanto la luce fioca di una piccola
lampada la illumina in parte, dando una maggiore intensità alla
ombre che disegna; lo stereo diffonde una musica appropriata. Lui è
assorto, non solleva gli occhi per quelli che sembrano lunghissimi periodi
di tempo.
Le braccia cominciano a dolermi, poi l'intero corpo, e infine dico "Non
ce la faccio più, davvero
Ti prego, fammi sdraiare
".
Mi lancia un'occhiata di sfida, esce dalla stanza, torna con un bavaglio,
una benda e dice in tono garbato ma deciso: "Non devi vedere nulla
amore, potrai solo immaginare, voglio che tu non possa parlare, ma solo
gemere". Mi ficca in bocca il bavaglio e lo lega strettamente dietro
la nuca, altrettanto fa con la benda sui miei occhi.
Sento un sapore strano, la gola si secca, il buio m'impaurisce.
Passano alcuni minuti e non sento più alcun rumore. Ho paura.
Mille domande nella mia mente. "Cosa sta facendo? Mi sta osservando?
E' andato via?". Inizio a tremare e piangere, ma le mie lacrime
non scendono, inzuppano la benda.
Il silenzio, che mi è parso durasse un'eternità, è
ora rotto da un sibilo. Non conoscevo ancora quel suono, il suono della
nuova frusta.
- Già, la nuova frusta
Due giorni fa, siamo andati
in un negozio africano, un po' per curiosare, un po' per trovare qualche
oggetto carino per la casa. Stavo scegliendo una collana quando d'un
tratto Lui mi chiama
"Vieni a vedere cosa c'è qui,
ho visto qualcosa di molto interessante". Lo raggiungo, mi stava
sorridendo e guardando con uno sguardo particolare, eccitato. In uno
scaffale in basso, vi erano delle lunghe fruste e dei frustini da equitazione
di diverse misure. Non ci siamo detti nulla, l'intesa ha fatto sì
che entrambi scegliessimo la stessa colorazione nera sia per la frusta
che per i due frustini che abbiamo acquistato. Era eccitante e nel contempo
divertente, recarci poi alla cassa, con quegli oggetti, insieme ad alcuni
monili che avevamo preso.-
Il primo colpo di frusta colpisce il mio seno già dolorante
per le corde con le quali me lo aveva ben stretto. Bruciore, dolore,
fuoco che mi pervade. So che a breve ne arriverà un altro e un
altro ancora
Cerco di non ascoltare quei sibili, vorrei che mi parlasse ma non lo
fa .Giro la testa all'indietro nel tentativo di distrarmi dalle ondate
di dolore che mi percorrono le membra e per capire dal suo respiro,
dove si trovasse Lui, e quindi quale parte di me avrebbe colpito con
la prossima frustata.
Dieci, quindici, venticinque, cinquanta ed ancora
Non riesco più
a contarle
Ogni parte del mio corpo è segnata, dolorante
Si ferma
E' finita
No
Un altro sibilo, ben diverso
da quello precedente
E' uno dei due frustini
Inizio a desiderare che il mio corpo diventi insensibile, ma non accade
nulla di simile, fa soltanto male e ancora più male finché
gemiti soffocati passano attraverso il bavaglio, che mi arriva fino
in gola e mi tiene la lingua piatta.
Lui si avvicina, mi parla, mi rassicura, mi accarezza dolcemente e poi
mi masturba violentemente.
Cominciano a sgorgare incomprensibili lacrime dalla benda ormai inzuppata
che mi toglie, ma solo per qualche istante. Lo vedo finalmente, cerco
il suo sguardo
Lui mi guarda con aria inquisitoria, lascia la stanza per tornare con
il flacone di olio, acquistato insieme al supermercato, che normalmente
uso cospargermi dopo la doccia.
Comincia a massaggiarmi le parti colpite: il seno, la schiena, il culo
Il mio cervello è completamente bloccato dagli spasmi dei muscoli,
sto lottando per respirare dal naso che è intasato dal muco del
pianto. Con un lento, insistente, ritmico movimento circolare sparge
l'olio sul mio ventre, sul sesso.
Smette di massaggiarmi, mi allarga le gambe, tendendo ancora di più
i muscoli. L'eccitazione si fonde con il terrore, vorrei trattenere
l'urlo che istintivamente mi sale alla gola, ma non riesco
Grido,
ma è un suono soffocato dal bavaglio.
Lui sembra affascinato. Le sue dita sono scivolose, intrise d'olio,
ed il mio grido si trasforma nei suoni che emetto quando sto per godere....
si ferma, esce dalla stanza per ritornarvi con in mano alcuni dildo
e due candele che accende immediatamente.
Inizia ad accarezzarmi, prima delicatamente e poi stringendo sempre
più forte la mia carne ormai già martoriata, sapendo che
impazzisco quando mi stringe così, mi fa sentire ancora più
sua.
Il corpo mi duole, non sento più le braccia, vorrei stendermi,
vorrei che mi prendesse
invece mi tende le gambe ancora di più
per inserire un bastone tra una caviglia e l'altra.
Mi rimette la benda sugli occhi
Capisco che non è ancora
finita. Riprovo la sensazione di smarrimento, paura
Una parte
di me vorrebbe che fosse finito tutto, mi sento esausta, ma l'altra
parte non desidera che ciò accada, vuole che Lui continui. Mi
conosce bene, e per questo mi ha rimesso la benda.
Sento dei rumori, dei movimenti e mi chiedo cosa accadrà ora
Un'enorme dildo mi penetra prepotentemente e viene ben saldato al bastone
che mi separa le gambe
Non è sicuramente uno di quelli
che aveva in mano, questo deve essere alto come un paletto
non
posso muovermi
Dopo qualche istante di dolore sento l'eccitazione che sale sempre più.
Rimango lì immobile, senza fiatare, e mi sto chiedendo cosa stia
preparando ancora, ma non riesco a finire di pormi la domanda che un'ondata
calda cola sui miei seni
E' la calda cera delle candele.
All'inizio è attenuata dalla patina di olio che mi ammorbidisce
e profuma la pelle, ma le successive gocce le sento nel loro completo
calore, un bruciore che mi sale fino alla testa.
Non riesco più a capire cosa stia accadendo, il mio cervello
è in fiamme e l'unica cosa che desidero è godere. Sento
che questo prossimo orgasmo sarà più forte di molti altri,
mi sento grondare tra le gambe e protendo il mio bacino in avanti, impalandomi
ancora di più. Lui continua con la cera che ormai ha ricoperto
gran parte dei miei seni e mi fissa, lo so, lo sento...
Mi ritrovo a chiedermi come possa il dolore essere così eccitante.
Normalmente non sopporto alcun tipo di dolore, ma quando è lui
a farmi male, la differenza tra dolore e piacere svanisce, ed essi diventano
le facce della stessa medaglia: sensazioni diverse per qualità,
ma uguali nel risultato, ugualmente intense, ed altrettanto capaci di
eccitarmi.
Poiché il dolore viene sempre e solo come preludio al piacere,
all'orgasmo, con un rapporto di causa ed effetto, diventa tanto desiderato,
tanto sensuale, tanto necessario all'atto amoroso quanto l'essere accarezzata.
Un sussulto mi scuote all'improvviso: le sue dita entrano dietro,
le spinge in fondo. Tento di aprire maggiormente le gambe per farle
entrare di più e i muscoli mi causano dolore, ma niente può
risparmiarmi dal farlo.
Si avvicina e si appoggia a me, sento il suo membro meravigliosamente
duro che si strofina sulla mia pelle. Un immenso calore mi avvolge,
mi sento presa e posseduta. Spinge le dita così a fondo e così
violentemente che il calore e il movimento mi fanno perdere il controllo.
Voglio gridare. Grido più forte che posso anche se le grida sono
soffocate dal bavaglio
Godo
Un orgasmo violento
Vorrei
lasciarmi andare, ma le mie braccia sono quasi paralizzate, non sento
più le mani, e tutto questo mi fa rimanere in uno stato di eccitazione,
in una realtà alterata e stravolta, in cui le percezioni dei
miei sensi sono lontane ed incomprensibili.
Toglie il dildo, mi slega mani e caviglie, mi fa inginocchiare e mi
prende da dietro, selvaggiamente, tirandomi i capelli e mordendomi la
schiena già segnata dalla frusta
Un altro orgasmo, ancora
più violento, mi percuote e mi sento inondata
Sta godendo
insieme a me
Siamo un tutt'uno, un solo orgasmo, un solo liquido,
un solo corpo
Esausto, rimane su di me per qualche attimo, poi mi sdraia sul letto,
mi slega i seni ormai violacei, mi toglie delicatamente la cera, mi
accarezza tutto il corpo e mi sfiora delicatamente il volto.
Mi bacia dolcemente.
Un attimo prima di addormentarci esausti, felici, appagati e abbracciati
così forte da essere un solo corpo, sussurra: "Domani dovrai
metterti un abito accollato, amore".
Sa che non lo farò
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