Eri donna di sangue soli di mari
i tuoi occhi di penetrazione abbronzata sull'onda
inquieta
riarsi sospiri
vivificazione della tua personalità nel risucchio della sabbia
gli esiti delle tue aspirazioni schiumavano
e non distruggevano il granello d'amore
Perché eri sponda approdo resistente degli scontri
della tua anima con la diversità delle razze
perché eri vento del largo quella combustione
sulla linea d'orizzonte di carezze e delirio
perché eri palma che non piegava
all'indolenza del potere della fama o del denaro
Specchiavi e non lo sapevi la profondità
dell'abisso spirituale dove le alghe sentimenti
l'emozioni meduse e i pesci istinti guizzanti si esaltano
Esaltano smeraldo cupo nelle acque degli incubi
i sentieri delle perle dei valori nelle ostriche del cuore
che sorride al pescatore amante e beve al mare sacro
Quando nella città grande senza sbocchi né uscite
libera dei tuoi castelli di schiavitù passata
rinascesti a te stessa
non ombra
carne e anima che rivendica sangue caldo
il portento dell'unità dei popoli in atti concreti
e non in parole astratte
bruciavi le proprie interiori per instaurare
parità tra donna ed uomo nelle intemperie
grottesche dell'egoismo le farse del maschio superiore
violentatore di nazioni in guerre lecite con le sue leggi
assurde di stato ma le donne intrepide taglieranno
loro l'erba sotto i piedi con la pace la potenza
dell'Amore e la solidarietà della procreazione
venne così a galla nelle burrasche dell'emancipazioni
la tua identità forte imperitura aquila delle cime
dominate e non ti riconoscesti nuova crisalide
sul fiore emanante saggezza e musica di tenerezze
rigenerando il mondo in te e nelle altre anime sconsolate!