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Oda al Verano
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| Estate, violino
rosso, nuvola chiara, un ronzio di catena montuosa o di cicala ti precede, il cielo a volta, liscio, luccicante come un occhio, e basso il suo sguardo, estate, pesce del cielo infinito, elitra lusinghiera, pigro letargo pancino di ape, sole indiavolato, sole terribile e paterno, sudato come un bue lavorando, sole secco nella testa come un inaspettato garrotoazo, sole della sete camminando per la sabbia, estate, mare deserto, il minatore di zolfo si riempie si riempie di sudore giallo, l'aviatore percorre raggio a raggio il sole celeste, sudore nero scivola dalla fronte agli occhi nella miniera di Lota, il minatore si stropiccia la fronte nera, ardono le sementi, scricchiola il grano, insetti azzurri cercano ombra, toccano la freschezza, sommergono la testa in un diamante. Oh estate abbondante, carro di mele mature, bocca di fragola in mezzo al verde, labbra di susina selvatica, strade di morbida polvere sopra la polvere, mezzogiorno, tamburo di rame rosso, e a sera riposa il fuoco, la brezza fa ballare il trifoglio,entra nell'officina deserta; sale una stella fresca verso il cielo cupo, crepita senza bruciare la notte dell'estate. |
Verano, violín
rojo, nube clara, un zumbido de sierra o de cigarra te precede, el cielo abovedado, liso, luciente como un ojo, y bajo su mirada, verano, pez del cielo infinito, élitro lisonjero, perezoso letargo barriguita de abeja, sol endiablado, sol terrible y paterno, sudoroso como un buey trabajando, sol seco en la cabeza como un inesperado garrotoazo, sol de la sed andando por la arena, verano, mar desierto, el minero de azufre se llena se llena de sudor amarillo, el aviador recorre rayo a rayo el sol celeste, sudor negro resbala de la frente a los ojos en la mina de Lota, el minero se restriega la frente negra, arden las sementeras, cruje el trigo, insectos azules buscan sombra, tocan la frescura, sumergen la cabeza en un diamante. Oh verano abundante, carro de manzanas maduras, boca de fresa en la verdura, labios de ciruela salvaje, caminos de suave polvo encima del polvo, mediodía, tambor de cobre rojo, y en la tarde descansa el fuego, el aire hace bailar el trébol, entra en la usina desierta, sube una estrella fresca por el cielo sombrío, crepita sin quemarse la noche del verano. |
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Oda a la paz
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| Sia pace per
le aurore che verranno, pace per il ponte, pace per il vino, pace per le parole che mi frugano più dentro e che dal mio sangue risalgono legando terra e amori con l'antico canto; e sia pace per le città all'alba quando si sveglia il pane, pace al fiume Mississippi, fiume delle radici: e pace per la veste del fratello, pace al libro come sigillo d'aria, pace per il gran kolchoz di Kiev; e pace per le ceneri di questi morti, e di questi altri morti; sia pace sopra l'oscuro ferro di Brooklyn, sia pace al portalettere che entra di casa in casa come il giorno, pace per il regista che grida nel megafono rivolto ai convolvoli, pace per la mia mano destra che brama soltanto scrivere il nome di Rosario, pace per il boliviano segreto come pietra nel fondo d'uno stagno, pace perché tu possa sposarti; e sia pace per tutte le segherie del Bío-Bío, sia pace per il cuore lacerato della Spagna partigiana: sia pace per il piccolo Museo di Wyoming, dove la più dolce cosa è un cuscino con un cuore ricamato, pace per il fornaio e i suoi amori, pace per la farina, pace per tutto il grano che deve nascere, pace per ogni amore che cerca schermi di foglie, pace per tutti i vivi, pace per tutte le terre e per le acque. E ora qui vi saluto, torno alla mia casa, ai miei sogni, ritorno nella Patagonia, dove il vento fa vibrare le stalle e spruzza ghiaccio l'oceano. Non sono che un poeta e vi amo tutti, e vago per il mondo che amo: nella mia patria i minatori conoscono le carceri e i soldati danno ordini ai giudici. Ma io amo anche le radici del mio piccolo gelido paese. Se dovessi morire mille volte, io là vorrei morire: se dovessi mille volte nascere, là vorrei nascere, vicino all'araucaria selvaggia, al forte vento che soffia da Sud, alle campane comprate da poco. Nessuno pensi a me. Pensiamo a tutta la terra, battendo dolcemente le nocche sulla tavola. Io non voglio che il sangue torni a inzuppare il pane, i legumi, la musica: ed io voglio che vengano con me la ragazza, il minatore, l'avvocato, il marinaio, il fabbricante di bambole e che entrino con me in un cinema e che escano a bere con me il vino più rosso. Io qui non vengo a risolvere nulla. Sono venuto solo per cantare e per farti cantare con me. |
Paz para los
crepúsculos que vienen, paz para el puente, paz para el vino, paz para las letras que me buscan y que en mi sangre suben enredando el viejo canto con tierra y amores, paz para la ciudad en la mañana cuando despierta el pan, paz para el río Mississippi, río de las raíces: paz para la camisa de mi hermano, paz en el libro como un sello de aire, paz para el gran koljós de Kíev, paz para las cenizas de estos muertos y de estos otros muertos, paz para el hierro negro de Brooklyn, paz para el cartero de casa en casa como el dia, paz para el coreógrafo que grita con un embudo a las enredaderas, paz para mi mano derecha, que sólo quiere escribir Rosario: paz para el boliviano secreto como una piedra de estaño, paz para que tú te cases, paz para todos los aserraderos de Bío Bío, paz para el corazón desgarrado de España guerrillera: paz para el pequeño Museo de Wyoming en donde lo más dulce es una almohada con un corazón bordado, paz para el panadero y sus amores y paz para la harina: paz para todo el trigo que debe nacer, para todo el amor que buscará follaje, paz para todos los que viven: paz para todas las tierras y las aguas. Yo aquí me despido, vuelvo a mi casa, en mis sueños, vuelvo a la Patagonia en donde el viento golpea los establos y salpica hielo el Océano. Soy nada más que un poeta: os amo a todos, ando errante por el mundo que amo: en mi patria encarcelan mineros y los soldados mandan a los jueces. Pero yo amo hasta las raíces de mi pequeño país frío. Si tuviera que morir mil veces allí quiero morir: si tuviera que nacer mil veces allí quiero nacer, cerca de la araucaria salvaje, del vendaval del viento sur, de las campanas recién compradas. Que nadie piense en mí. Pensemos en toda la tierra, golpeando con amor en la mesa. No quiero que vuelva la sangre a empapar el pan, los frijoles, la música: quiero que venga conmigo el minero, la niña, el abogado, el marinero, el fabricante de muñecas, que entremos al cine y salgamos a beber el vino más rojo. Yo no vengo a resolver nada. Yo vine aquí para cantar y para que cantes conmigo. |
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El amor
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| Che hai, che
abbiamo, che ci accade? Ahi il nostro amore è una corda dura che ci lega ferendoci e se vogliamo uscire dalla nostra ferita, separarci, ci stringe un nuovo nodo e ci condanna a dissanguarci e a bruciarsi insieme. Che hai? Ti guardo e nulla trovo in te se non due occhi come tutti gli occhi, una bocca perduta tra mille bocche che baciai, più belle, un corpo uguale a quelli che scivolarono sotto il mio corpo senza lasciar memoria. E come andavi vuota per il mondo quale una giara color di frumento, senz'aria, senza suono, senza sostanza! Invano cercai in te profondità per le mie braccia che scavano, senza posa, sotto la terra: sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi nulla, sotto il tuo duplice petto sollevato, appena una corrente d'ordine cristallino che non sa perché corre cantando. Perché, perché, perché, amore mio, perché? |
Qué tienes,
qué tenemos, qué nos pasa? Ay nuestro amor es una cuerda dura que nos amarra hiriéndonos y si queremos salir de nuestra herida, separarnos, nos hace un nuevo nudo y nos condena a desangrarnos y quemarnos juntos. Qué tienes? Yo te miro y no hallo nada en ti sino dos ojos como todos los ojos, una boca perdida entre mil bocas que besé, más hermosas, un cuerpo igual a los que resbalaron bajo mi cuerpo sin dejar memoria. Y qué vacía por el mundo ibas como una jarra de color de trigo sin aire, sin sonido, sin substancia! Yo busqué en vano en ti profundidad para mis brazos que excavan, sin cesar, bajo la tierra: bajo tu piel, bajo tus ojos nada, bajo tu doble pecho levantado apenas una corriente de orden cristalino que no sabe por qué corre cantando. Por qué, por qué, por qué, amor mío, por qué? |
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Oda al primer día del año
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| Lo distinguiamo
dagli altri come se fosse un cavallino diverso da tutti i cavalli. Gli adorniamo la fronte con un nastro, gli posiamo sul collo sonagli colorati, e a mezzanotte andiamo a riceverlo come se fosse un esploratore che scende da una stella. Come il pane assomiglia al pane di ieri, come un anello a tutti gli anelli: i giorni sbattono le palpebre chiari, tintinnanti, fuggiaschi, e si appoggiano nella notte oscura. Vedo l'ultimo giorno di questo anno in una ferrovia, verso le piogge del distante arcipelago violetto, e l'uomo della macchina, complicata come un orologio del cielo, che china gli occhi all'infinito modello delle rotaie, alle brillanti manovelle, ai veloci vincoli del fuoco. Oh macchinista di treni sboccati verso stazioni nere della notte. Questa fine d'anno senza donna e senza figli, non è uguale a quello di ieri, a quello di domani? Dalle vie e dai sentieri il primo giorno, la prima aurora di un anno che comincia, ha lo stesso ossidato colore di treno di ferro: e salutano gli esseri della strada, le vacche, i villaggi, nel vapore dell'alba, senza sapere che si tratta della porta dell'anno, di un giorno scosso da campane, fiorito con piume e garofani. La terra non lo sa: accoglierà questo giorno dorato, grigio, celeste, lo dispiegherà in colline lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia, e poi lo avvolgerà nel suo tubo, lo conserverà nell'ombra. Eppure piccola porta della speranza, nuovo giorno dell'anno, sebbene tu sia uguale agli altri come i pani a ogni altro pane, ci prepariamo a viverti in altro modo, ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare. Ti metteremo come una torta nella nostra vita, ti infiammeremo come un candelabro, ti berremo come se fossi un topazio. Giorno dell'anno nuovo, giorno elettrico, fresco, tutte le foglie escono verdi dal tronco del tuo tempo. Incoronaci con acqua, con gelsomini aperti, con tutti gli aromi spiegati, sì, benché tu solo sia un giorno, un povero giorno umano, la tua aureola palpita su tanti cuori stanchi, e sei, oh giorno nuovo, oh nuvola da venire, pane mai visto, torre permanente! |
Lo distinguimos |
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Oda a la cebolla
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| Cipolla, luminosa ampolla, petalo su petalo s'è formata la tua bellezza squame di cristallo t'hanno accresciuta e nel segreto della terra buia s'è arrotondato il tuo ventre di rugiada. Sotto la terra è avvenuto il miracolo e quando è apparso il tuo lento germoglio verde, e sono nate le tue foglie come spade nell'orto, la terra ha accumulato i suoi beni mostrando la tua nuda trasparenza, e come con Afrodite il mare remoto copiò la magnolia per formarle i seni, la terra così ti ha fatto, cipolla, chiara come un pianeta, e destinata a splendere costellazione fissa, rotonda rosa d'acqua, sulla mensa della povera gente. Generosa sciogli il tuo globo di freschezza nella consumazione bruciante della pentola, e la balza di cristallo al calore acceso dell'olio si trasforma in arricciata piuma d'oro. Ricorderò anche come feconda la tua influenza l'amore dell'insalata e sembra che il cielo contribuisca dandoti forma fine di grandine a celebrare la tua luminosità tritata sugli emisferi di un pomodoro. Ma alla portata delle mani del popolo, innaffiata con olio, spolverata con un po' di sale, ammazzi la fame del bracciante nel duro cammino. Stella dei poveri, fata madrina avvolta in delicata carta, esci dal suolo, eterna, intatta, pura, come semenza d'astro, e quando ti taglia il coltello in cucina sgorga l'unica lacrima senza pena. Ci hai fatto piangere senza affliggerci. Tutto quel che esiste ho celebrato, cipolla, ma per me tu sei più bella di un uccello dalle piume accecanti, ai miei occhi sei globo celeste, coppa di platino, danza immobile di anemone innevato e vive la fragranza della terra nella tua natura cristallina. |
Cebolla, |
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Desnuda
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Nuda sei semplice come una delle tue mani, |
Desnuda eres tan simple como una de tus manos, |
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Puedo escribir los versos...
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Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Scrivere, per esempio. "La notte è stellata, E il vento della notte gira nel cielo e canta. Posso scrivere i versi più tristi stanotte. In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia. Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo. Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Sentire la notte immensa, ancor più immensa
senza di lei. Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla. Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano. Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca. La stessa notte che sbianca gli stessi alberi. Io non l'amo più, è vero, ma quanto
l'ho amata. D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei
miei baci. E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le
braccia, Benché questo sia l'ultimo dolore che lei
mi causa, |
Puedo escribir los versos más tristes esta noche. Escribir, por ejemplo: "La noche está
estrellada, El viento de la noche gira en el cielo y canta. Puedo escribir los versos más tristes esta
noche. En las noches como esta la tuve entre mis brazos. Ella me quiso, a veces yo también la quería. Puedo escribir los versos más tristes esta
noche. Oir la noche inmensa, más inmensa sin ella. Qué importa que mi amor no pudiera guardarla. Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos. Como para acercarla mi mirada la busca. La misma noche que hace blanquear los mismos árboles. Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la
quise. De otro. Será de otro. Como antes de mis besos. Porque en noches como esta la tuve entre mis brazos, Aunque este sea el ultimo dolor que ella me causa, |
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Me gustas cuando callas
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Mi piaci silenziosa, perché sei come assente, Tutte le cose sono colme della mia anima Mi piaci silenziosa, quando sembri distante. Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti, Mi piaci silenziosa perché sei come assente. |
Me gustas cuando callas porque estás como
ausente, Como todas las cosas que están llenas de mi
alma Me gustas cuando callas porque estás como
distante. Déjame que te hable también con el
tu silencio Me gustas cuando callas porque estás como
ausente. |
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Plena mujer
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(Da "Cento sonetti d'amore,
XII ")
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Donna completa, mela carnale, luna calda, |
Plena mujer, manzana carnal, luna caliente, |
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El viento en la isla
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(Da: Todo el amor)
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Il vento è un cavallo: Vuol portarmi via: senti Nascondimi tra le tue braccia Senti come il vento Con la tua fronte sulla mia fronte, Lascia che il vento corra |
El viento es un caballo: Quiere llevarme: escucha Escóndeme en tus brazos Escucha como el viento Con tu frente en mi frente, Deja que el viento corra |
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¿Quién muere?
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Muore lentamente chi diventa
schiavo dell'abitudine, |
Muere lentamente
quien se transforma en esclavo del hábito, repitiendo todos los días los mismos trayectos, quien no cambia de marca, no arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce. Muere lentamente quien hace de la televisión su gurú. Muere lentamente quien evita una pasión, quien prefiere el negro sobre blanco y los puntos sobre las "íes" a un remolino de emociones, justamente las que rescatan el brillo de los ojos, sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos y sentimientos. Muere lentamente quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo, quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño, quien no se permite por lo menos una vez en la vida, huir de los consejos sensatos. Muere lentamente quien no viaja, quien no lee, quien no oye música, quien no encuentra gracia en si mismo. Muere lentamente quien destruye su amor propio, quien no se deja ayudar. Muere lentamente, quien pasa los días quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante. Muere lentamente, quien abandona un proyecto antes de iniciarlo , no preguntando de un asunto que desconoce o no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe. Evitemos la muerte en suaves cuotas, recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayor que el simple hecho de respirar. Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos una espléndida felicidad. |
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Para que tú me oigas
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(Da: Venti poesie d'amore)
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Perchè tu possa ascoltarmi Collana, sonaglio ebbro E le vedo ormai lontane le mie parole. Così si aggrappano alle pareti umide. Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi, Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle. Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole. E io le intreccio tutte in una collana infinita |
Para que tú me oigas Collar, cascabel ebrio Y las miro lejanas mis palabras. Ellas trepan así por las paredes húmedas.
Antes que tú poblaron la soledad que ocupas,
Ahora quiero que digan lo que quiero decirte El viento de la angustia aún las suele arrastrar.
Pero se van tiñendo con tu amor mis palabras.
Voy haciendo de todas un collar infinito |
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Tu
risa
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Ascolta questa poesia recitata
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Toglimi il pane, se vuoi, Non togliermi la rosa, Dura è la mia lotta e torno Amor mio, nell'ora Vicino al mare, d'autunno, Riditela della notte, |
Quitame el pan, si quieres, No me quites la rosa, Mi lucha es dura y vuelvo Amor mio, en la hora Junto al mar en otono, Riete de la noche, |
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No te quiero
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(Da: Cento sonetti d'amore - LXVI)
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Non t'amo se non perché t'amo |
No te quiero
sino porque te quiero y de quererte a no quererte llego y de esperarte cuando no te espero pasa mi corazón del frío al fuego. Te quiero sólo porque a ti te quiero, te odio sin fin, y odiándote te ruego, y la medida de mi amor viajero es no verte y amarte como un ciego. Tal vez consumirá la luz de enero, su rayo cruel, mi corazón entero, robándome la llave del sosiego. En esta historia sólo yo me muero y moriré de amor porque te quiero, porque te quiero, amor, a sangre y fuego. |
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Llénate de mí
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(Da: Il fromboliere entusiasta)
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Empiti di me. |
Llénate de mí. Pero siento tu hora, |
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Recordarás
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(Da: Cento sonetti d'amore - LXXIII)
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Forse ricorderai quell'uomo magro |
Recordarás tal vez aquel hombre afilado |
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Dos amantes dichosos
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(Da: Cento sonetti d'amore - XLVIII)
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Due amanti felici fanno un solo pane, Di tutte le verità scelsero il giorno: |
Dos amantes dichosos hacen un solo pan, |
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Amo el trozo de tierra
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(Da: Cento sonetti d'amore - XVI)
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| Amo il pezzo
di terra che tu sei, perché delle praterie planetarie altra stella non ho. Tu ripeti la moltiplicazione dell'universo. I tuoi grandi occhi son la luce che posseggo delle costellazioni sconfitte, la tua pelle palpita come le strade che percorre la meteora nella pioggia. Di tanta luna furon per me i tuoi fianchi, di tutto il sole la tua bocca profonda e la sua delizia, di anta luce ardente come miele nell'ombra il tuo cuore arso da lunghi raggi rossi, e così percorro il fuoco della tua forma baciandoti, piccola e planetaria, colomba e geografia. |
Amo el trozo
de tierra que tú eres, porque de las praderas planetarias otra estrella no tengo. Tú repites la multiplicación del universo. Tus anchos ojos son la luz que tengo de las constelaciones derrotadas, tu piel palpita como los caminos que recorre en la lluvia el meteoro. De tanta luna fueron para mí tus caderas, de todo el sol tu boca profunda y su delicia, de tanta luz ardiente como miel en la sombra tu corazón quemado por largos rayos rojos, y así recorro el fuego de tu forma besándote, pequeña y planetaria, paloma y geografía. |
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