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La lluvia |
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| Bruscamente
il pomeriggio si è schiarito perché adesso cade una pioggia minuziosa cade o è caduta. La pioggia è una cosa che senza dubbio succede nel passato. Chi la sente cadere ha recuperato il tempo in cui la buona sorte gli rivelò un fiore chiamato rosa ed il curioso color del rosso. Questa pioggia che abbaglia i vetri rallegrerà in sperduti sobborghi luva nera di una vite in qualche cortile che già non esiste. Il bagnato pomeriggio mi porta la voce, la desiderata voce di mio padre che torna e che non è morto. |
Bruscamente la tarde se ha aclarado |
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Elogio de la sombra |
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| La vecchiaia
(è questo il nome che gli altri le danno) può essere il tempo della nostra felicità. L'animale è morto o è quasi morto. Rimangono l'uomo e la sua anima. Vivo tra forme luminose e vaghe che non sono ancora le tenebre. Buenos Aires, che prima si lacerava in suburbi verso la pianura incessante, è diventata di nuovo la Recoleta, il Retiro, le sfocate case dell'Once e le precarie e vecchie case che chiamiamo ancora il Sur. Nella mia vita sono sempre state troppe le cose; Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare; il tempo è stato il mio Democrito. Questa penombra è lenta e non fa male; scorre per un mite pendio e assomiglia all'eternità. I miei amici non hanno volto, le donne sono quel che erano molti anni fa, gli incroci delle strade potrebbero essere altri, non ci sono lettere sulle pagine dei libri. Tutto questo dovrebbe intimorirmi, ma è una dolcezza, un ritomo. Delle generazioni di testi che ci sono sulla terra ne avrò letti solo alcuni, quelli che continuo a leggere nella memoria, a leggere e a trasformare. Dal Sud, dall'Est, dall'Ovest, dal Nord, convergono i cammini che mi hanno portato nel mio segreto centro. Quei cammini furono echi e passi, donne, uomini, agonie, resurrezioni, giorni e notti, dormiveglia e sogni, ogni infimo istante dello ieri e di tutti gli ieri del mondo, la ferma spada del danese e la luna del persiano, gli atti dei morti, il condiviso amore, le parole, Emerson e la neve e tante cose. Adesso posso dimenticarle. Arrivo al mio centro, alla mia algebra, alla mia chiave, al mio specchio. Presto saprò chi sono. |
La vejez (tal es el nombre que los otros le dan)
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El Desierto |
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| Prima di entrare
nel deserto i soldati bevvero a lungo l'acqua della cisterna. Ierocle gettò per terra l'acqua della sua brocca e disse: Se dobbiamo entrare nel deserto, io sono già nel deserto. Se la sete deve bruciarmi, che già mi bruci. Questa è una parabola, Prima di sprofondarmi nell'inferno i littori del dio mi permisero di guardare una rosa. Quella rosa è ora il mio tormento nell'oscuro regno. Un uomo fu abbandonato da una donna. Stabilirono di fingere un ultimo incontro. L'uomo disse: Se devo entrare nella solitudine sono già solo. Se la sete deve bruciarmi, che già mi bruci. Questa è un'altra parabola. Nessuno sulla terra Ha il coraggio di essere quell'uomo. |
Antes de entrar en el desierto |
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Son los ríos |
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| Siamo il tempo.
Siamo la famosa parabola di Eredito lOscuro. Siamo lacqua, non il diamante duro, che si perde, non quella che riposa. Siamo il fiume e siamo anche quel greco che si guarda nel fiume. Il suo riflesso muta nellacqua del cangiante specchio, nel cristallo che muta come il fuoco. Noi siamo il vano fiume prefissato, dritto al suo mare. Lombra lha accerchiato. Tutto ci disse addio, tutto svanisce. La memoria non conia più monete. E tuttavia qualcosa cè che resta E tuttavia qualcosa cè che geme. |
Somos el tiempo. Somos la famosa |
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El tercer hombre |
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| Invio questo
poema (per ora accettiamo tale parola) al terzo uomo che s'incrocio' con me l'altra notte, non meno misterioso di quello di Aristotele. Il sabato uscii. La notte era piena di gente; ci fu certamente un terzo uomo, come ce ne fu un quarto ed un primo. Non so se ci guardammo; andava verso Paraguay, io verso Cordova. Forse lo hanno generato queste parole; non saprò mai il suo nome. So che c'e' un sapore che predilige. So che ha guardato lentamente la luna. Non e' impossibile che sia morto. Leggerà ciò che scrivo e non saprà che mi rivolgo a lui. Nell'oscuro avvenire possiamo essere rivali e rispettarci o amici e volerci bene. Ho eseguito un gesto irreparabile, ho stabilito un legame. In questo mondo quotidiano, che somiglia tanto al libro delle Mille e Una Notte, non c'e' un solo gesto che non corra il rischio di essere un'operazione di magia, non c'e' un solo fatto che non possa essere il primo di una serie infinita. Mi domando che ombre getteranno questi oziosi versi. |
Dirijo este poema |
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Buenos Aires |
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| E la città,
ora, è come un piano delle mie umiliazioni e fallimenti; da quella porta ho visto i tramonti e davanti a quel marmo ho aspettato invano. Qui l'incerto ieri e l'oggi distinto mi hanno procurato i casi comuni di ogni fortuna umana; qui i miei passi ordiscono il suo incalcolabile labirinto. Qui la sera cenerina aspetta il frutto che gli deve il mattino; qui la mia ombra nella non meno vana ombra finale si perderà, leggera. Non ci unisce l'amore bensì lo spavento; sarà per questo che la amo tanto. |
Y la ciudad,
ahora, es como un plano De mis humillaciones y fracasos; Desde esa puerta he visto los ocasos Y ante ese mármol he aguardado en vano. Aquí el incierto ayer y el hoy distinto Me han deparado los comunes casos De toda suerte humana; aquí mis pasos Urden su incalculable laberinto. Aquí la tarde cenicienta espera El fruto que le debe la mañana; Aquí mi sombra en la no menos vana Sombra final se perderá, ligera. No nos une el amor sino el espanto; Será por eso que la quiero tanto. |
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El istante |
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| Dove saranno
i secoli, dove il sogno di spade che i tartari sognarono, dove i forti muri che appianarono, dove l'Albero di Adamo e l'altro Tronco? Il presente è solo. La memoria erige il tempo. Successione ed inganno è la routine dell'orologio. L'anno non è meno vano della vana storia. Tra l'alba e la notte c'è un abisso di agonie, di luci, di attenzioni; il viso che si guarda nei consumati specchi della notte non è lo stesso. L'oggi fugace è tenue ed eterno; non aspetta un altro Cielo, né un altro Inferno. |
Dónde
estarán los siglos, dónde el sueño de espadas que los tártaros soñaron, dónde los fuertes muros que allanaron, dónde el Árbol de Adán y el otro Leño? El presente está solo. La memoria erige el tiempo. Sucesión y engaño es la rutina del reloj. El año no es menos vano que la vana historia. Entre el alba y la noche hay un abismo de agonías, de luces, de cuidados; el rostro que se mira en los gastados espejos de la noche no es el mismo. El hoy fugaz es tenue y es eterno; otro Cielo no esperes, ni otro Infierno. |
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El tango |
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| Dove saranno?
Chiede la elegia di chi non è più, come se fosse uno spazio in cui lo Ieri potesse esser l'Oggi, l'Anche e il Tuttavia. Dove sarà (ripeto) la masnada che fondò, in polverose strade sterrate o in sperdute contrade, la setta del coltello e del coraggio? Dove saranno quelli che passarono lasciando all'epica un episodio, un mito al tempo, e che senza odio, lucro o passione d'amore si accoltellarono? Li cerco nella leggenda, nell'ultima brace che, come una incerta rosa, custodisce qualcosa di quella plebe valorosa dei Corrales e di Balvanera. Quali oscuri vicoli o quale ermo dell'altro mondo abiterà la dura ombra di quella che era una ombra oscura, Muraña, quel coltello di Palermo? E quel terribile Iberra (di cui i santi si impietosiscono) che in un ponte della via uccise suo fratello il Ñato, che dovea più morti di lui, e così uguagliò i tanti? Una mitologia di pugnali lentamente si annulla dimenticata; una canzone di gesta s'e' perduta in sordide notizie criminali. C'e' altra brace, altra incandescente rosa nella cenere che li serba interi; là stanno in superbi accoltellatori e il peso della spada silenziosa. Benché la spada ostile o quell'altra spada, il tempo, li persero nel fango, oggi, più in là del tempo e della sciagurata morte, quei morti vivono nel tango. Nella musica dimorano, nell'arpeggio dell'indomabile chitarra laboriosa che intreccia nella milonga gioiosa la festa e l'innocenza e del coraggio. Gira nel vuoto la gialla ruota di cavalli e leoni, e odo l'eco di quei tanghi di Arolas e di Greco che ho visto ballare sulla strada, in un istante che oggi emerge isolato, senza ne' prima ne' dopo, mai dimenticato, e che ha il sapore del perduto, del perduto e del recuperato. Negli accordi ci sono antiche cose: l'altro cortile e la nascosta orditura. (Dietro le pareti sospettose il Sud custodisce un pugnale e una chitarra.) Quella raffica, il tango, quella diavoleria, gli anni affannati sfida; fatto di polvere e tempo, l'uomo dura meno della leggera melodia, che solo e' tempo. Il tango crea un buio passato irreale che in qualche modo e' certo, un ricordo che non può esser distrutto lottando, in un cantone del suburbio. |
¿Dónde
estarán?, pregunta la elegía de quienes ya no son, como si hubiera una región en que el Ayer pudiera ser el Hoy, el Aún y el Todavía. ¿Dónde estará (repito) el malevaje que fundó, en polvorientos callejones de tierra o en perdidas poblaciones, la secta del cuchillo y del coraje? ¿Dónde estarán aquellos que pasaron, dejando a la epopeya un episodio, una fábula al tiempo, y que sin odio, lucro o pasión de amor se acuchillaron? Los busco en su leyenda, en la postrera brasa que, a modo de una vaga rosa, guarda algo de esa chusma valerosa de los Corrales y de Balvanera. . ¿Qué oscuros callejones o qué yermo del otro mundo habitará la dura sombra de aquel que era una sombra oscura, Muraña, ese cuchillo de Palermo? ¿Y ese Iberra fatal (de quien los santos se apiaden) que en un puente de la vía, mató a su hermano el Ñato, que debía más muertes que él, y así igualó los tantos? Una mitología de puñales lentamente se anula en el olvido; una canción de gesta se ha perdido en sórdidas noticias policiales. Hay otra brasa, otra candente rosa de la ceniza que los guarda enteros; ahí están los soberbios cuchilleros y el peso de la daga silenciosa. Aunque la daga hostil o esa otra daga, el tiempo, los perdieron en el fango, hoy, más allá del tiempo y de la aciaga muerte, esos muertos viven en el tango. En la música están, en el cordaje de la terca guitarra trabajosa, que trama en la milonga venturosa la fiesta y la inocencia del coraje. Gira en el hueco la amarilla rueda de caballos y leones, y oigo el eco de esos tangos de Arolas y de Greco que yo he visto bailar en la vereda, en un instante que hoy emerge aislado, sin antes ni después, contra el olvido, y que tiene el sabor de lo perdido, de lo perdido y lo recuperado. En los acordes hay antiguas cosas: el otro patio y la entrevista parra. (Detrás de las paredes recelosas el Sur guarda un puñal y una guitarra.) Esa ráfaga, el tango, esa diablura, los atareados años desafía; hecho de polvo y tiempo, el hombre dura menos que la liviana melodía, que sólo es tiempo. El tango crea un turbio pasado irreal que de algún modo es cierto, un recuerdo imposible de haber muerto peleando, en una esquina del suburbio |
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Los gauchos |
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Come potevano sapere che i loro antenati erano venuti
dal mare, |
Quién
les hubiera dicho que sus mayores vinieron por un mar, quién les hubiera dicho lo que son un mar y sus aguas. Mestizos de la sangre del hombre blanco, lo tuvieron en poco, mestizos de la sangre del hombre rojo, fueron sus enemigos. Muchos no habrán oído jamás la palabra gaucho, o la habrán oído como una injuria. Aprendieron los caminos de las estrella, los hábitos del aire y del pájaro, las profecías de las nubes del Sur y de la luna con un cerco. Fueron pastores de la hacienda brava, firmes en el caballo del desierto que habían domado esa mañana, enlazadores, marcadores, troperos, hombres de la partida policial, alguna vez matreros; alguno, el escuchado, fue el payador. Cantaba sin premura, porque el alba tarda en clarear, y no alzaba la voz. Había peones tigreros; amparado en el poncho el brazo izquierdo, el derecho sumía el cuchillo en el vientre del animal, balanzado y alto. El diálogo pausado, el mate y el naipe fueron las formas de su tiempo. A diferencia de otros campesinos, eran capaces de ironía. Eran sufridos, castos y pobres. La hospitalidad fue su fiesta. Alguna noche los perdió el pendenciero alcohol de los sábados. Morían y mataban con inocencia. No eran devotos, fuera de alguna oscura superstición, pero la dura vida les enseñó el culto del coraje. Hombres de la ciudad les fabricaron un dialecto y una poesía de metáforas rústicas. Ciertamente no fueron aventureros, pero un arreo los llevaba muy lejos y más lejos las guerras. No dieron a la historia solo caudillo. Fueron hombres de López, de Rámirez, de Artigas, de Quiroga, de Bustos, de Pedro Campbell, de Rosas, de Urquiza, de aquel Ricardo López Jordán que hizo matar a Urquiza, de Peñaloza y de Saravia. No murieron por esa cosa abstracta, la patria, sino por un patrón casual, una ira o por la invitación del peligro. Su ceniza mortal está perdida en remotas regiones del continente, en repúblicas de cuya historia nada supieron, en campos de batalla hoy famosos. Hilario Ascasubi los vio cantando y combatiendo. Vivieron su destino como en un sueño, sin saber quienes eran o qué eran. Tal vez lo mismo nos ocurre a nosotros. |
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Istantes |
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| Se potessi vivere
di nuovo la mia vita. Nella prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più. Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche cose sul serio. Sarei meno igienico. Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei in più fiumi. Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari. Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita sensati e con profitto; certo che mi sono preso qualche momento di allegria. Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni. Ché, se non lo sapete, di questo è fatta la vita, di momenti: non perdere l'adesso. Io ero uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell'acqua calda, un ombrello e un paracadute; se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero. Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno. Farei più giri in calesse, guarderei più albe, e giocherei con più bambini, se mi trovassi di nuovo la vita davanti. Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo. |
Si pudiera
vivir nuevamente mi vida. En la próxima trataría de cometer más errores. No intentaría ser tan perfecto, me relajaría más. Sería más tonto de lo que he sido, de hecho tomaría muy pocas cosas con seriedad. Sería menos higiénico. Correría más riesgos, haría más viajes, contemplaría más atardeceres, subiría más montañas, nadaría más ríos. Iría a más lugares adonde nunca he ido, comería más helados y menos habas, tendría más problemas reales y menos imaginarios. Yo fuí una de esas personas que vivió sensata y prolíficamente cada minuto de su vida; claro que tuve momentos de alegría. Pero si pudiera volver atrás trataría de tener solamente buenos momentos. Por si no lo saben, de eso está hecha la vida, sólo de momentos; no te pierdas el ahora. Yo era uno de esos que nunca iban a ninguna parte sin un termómetro, una bolsa de agua caliente, un paraguas y un paracaídas; si pudiera volver a vivir, viajaría más liviano. Si pudiera volver a vivir comenzaría a andar descalzo a principios de la primavera y seguiría descalzo hasta concluir el otoño. Daría más vueltas en calesita, contemplaría más amaneceres, y jugaría con más niños, si tuviera otra vez la vida por delante. Pero ya ven, tengo 85 años y sé que me estoy muriendo. |
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La dicha |
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| Chi abbraccia
una donna è Adamo. La donna è Eva. Tutto accade per la prima volta. Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma Che posso fare con una parola e con una mitologia? Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli. I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome. I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono. Sfogliando l'Atlante progetto la forma di Sumatra. Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco. Nello specchio c'è un altro che spia. Chi guarda il mare vede l'Inghilterra. Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia. Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine. Ho sognato la spada e la bilancia. Sia lodato l'amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano. Sia lodato l'incubo che ci rivela che possiamo creare l'Inferno. Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange. Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero. Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare. Chi dorme è tutti gli uomini. Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita. Non c'è nulla di antico sotto il sole. Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno. Chi legge le mie parole sta inventandole. |
El que abraza
a una mujer es Adán. La mujer es Eva. Todo sucede por primera vez. He visto una cosa blanca en el cielo. Me dicen que es la luna, pero qué puedo hacer con una palabra y con una mitología. Los árboles me dan un poco de miedo. Son tan hermosos. Los tranquilos animales se acercan para que yo les diga su nombre. Los libros de la biblioteca no tienen letras. Cuando los abro surgen. Al hojear el atlas proyecto la forma de Sumatra. El que prende un fósforo en el oscuro está inventando el fuego. En el espejo hay otro que acecha. El que mira el mar ve a Inglaterra. El que profiere un verso de Liliencron ha entrado en la batalla. He soñado a Cartago y a las legiones que desolaron a Cartago. He soñado la espada y la balanza. Loado sea el amor en el que no hay poseedor ni poseída, pero los dos se entregan. Loada sea la pesadilla, que nos revela que podemos crear el infierno. El que desciende a un río desciende al Ganges. El que mira un reloj de arena ve la disolución de un imperio. El que juega con un puñal presagia la muerte de César. El que duerme es todos los hombres. En el desierto vi la joven Esfinge que acaban de labrar. Nada hay tan antiguo bajo el sol. Todo sucede por primera vez, pero de un modo eterno. El que lee mis palabras está inventándolas. |
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Nostalgias del presente |
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| In quel preciso
momento l'uomo si disse: che cosa non darei per la gioia di stare al tuo fianco in Islanda sotto il gran giorno immobile e condividerlo adesso come si condivide la musica o il sapore di un frutto. In quel preciso momento l'uomo le stava accanto in Islanda. |
En aquel preciso momento el hombre se dijo: |
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Jorge Luis Borges
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