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I tre talismani |
| C'era una volta un vecchio contadino che aveva tre figli. Prima di morire, li chiamò e disse loro: "Ho un talismano per ognuno di voi. A te Cassandrino, che sei poeta, lascio una borsa: troverai dentro sempre il denaro che ti serve. A te Sansonetto, che sei contadino, lascio una tovaglia: appena la distenderai appariranno tante pietanze per tutte le persone che vuoi. A te Oddo, che sei mercante, un mantello:sarà sufficiente che tu lo metta sulle spalle per diventare invisibile e andare dove vuoi". Cassandrino si recò in città per far la vita del gran signore. Tutti dicevano che era un principe in esilio e lui volle far visita al re, del quale divenne subito amico. La corte era meravigliata della sua generosità, ma la cameriera della principessa ebbe il sospetto di una magia e ne parlò alla padrona: la borsa era piccola ma ne usciva sempre molto denaro. La sera dopo, a cena, Cassandrino bevve del vino con del sonnifero e cadde in un sonno profondo. Fu portato in una stanza e la cameriera gli prese la borsa e la consegnò alla sua padrona. Quando si svegliò Cassandrino si trovò in un campo e capì tutto. Per vendicarsi, tornò dal fratello contadino, raccontò la disavventura che gli era capitata e si fece dare in prestito la tovaglia magica. Cassandrino tornò in città vestito poveramente e si presentò al palazzo del re come cuoco. Un giorno che il re dava un pranzo di gala per il sultano, Cassandrino chiese al capocuoco desser lasciato solo che avrebbe pensato lui a preparare tutto. Poco prima del pranzo, salì nel salone e distese la tovaglia. Subito apparirono cristalli e argenterie scintillanti e i cibi ed i vini più prelibati. I commensali furono entusiasti e il re volle fargli i suoi complimenti in presenza di tutti. Anche questa volta , la cameriera sospettò qualcosa e lo disse alla padrona. Per impossessarsi della tovaglia, la notte seguente forzò il cassetto dove era riposta e la sostituì con unaltra. L'indomani Cassandrino si rese conto di essere stato di nuovo imbrogliato. Uscì dal palazzo deciso a vendicarsi e andò dal fratello mercante per chiedergli in prestito il mantello magico. In un attimo, Cassandrino fu di nuovo in città, salì non visto le scale del palazzo, entrò nella stanza della principessa che stava dormendo e le coprì il volto con un lembo del mantello. Immediatamente, i due si trovarono nelle Isole Fortunate. La principessa fece finta di rassegnarsi all'esilio e riuscì a scoprire il segreto del mantello, così una notte glielo levò da sotto la nuca e riuscì così a tornare a palazzo. Cassandrino trascorse molti mesi nell'isola. Un giorno mangiò una grossa mela rossa e subito sentì un gran prurito: il suo corpo era ricoperto di squame verdi come un serpente. Allora vide delle mele gialle, ne addentò una e la pelle gli ritornò bianca. Dopo vari mesi potè tornare in città grazie a dei corsari che gli diedero un passaggio sulla loro nave, portando con sé un po di pomi gialli e rossi. La domenica seguente si travestì da pellegrino, mise un banco sui gradini della chiesa dove la figlia del re si recava per assistere alla messa e vi pose sopra i tre pomi che facevano diventare verdi. La principessa ordinò alla sua cameriera di comprare quelle mele, che furono presentate al pranzo reale sopra un vassoio d'oro. Il re ne prese una per sé, ne diede una alla regina e una alla principessa e tutti si coprirono subito di squame. Nessun medico trovava la cura adatta. Allora venne pubblicato un bando: chiunque avesse guarito la famiglia reale avrebbe ottenuto la mano della principessa o, se aveva già moglie, la metà del regno. Cassandrino si presentò dopo qualche giorno a palazzo e cominciò a curare il re e la regina. Dopo aver passato le loro spalle con dellortica, porse loro i frutti gialli. La loro pelle tornò bianca. Poi toccò alla principessa, ma Cassandrino disse che l' avrebbe curata il giorno seguente e andò da un abate amico suo, dicendogli di recarsi il giorno dopo a palazzo per confessare la principessa che era in pericolo di vita. Lindomani, Cassandrino avvisò la famiglia reale dellarrivo dellabate, poi si fece dare da lui la veste e con questa addosso si presentò alla principessa e la fece confessare di aver rubato ad un forestiero una borsa miracolosa, una tovaglia fatata e un mantello incantato. Infine porse alla principessa, ormai pentita, il frutto giallo e subito le squame scomparvero. Il re offrì a Cassandrino la figlia in sposa, ma lui rispose di avere già una fidanzata e rinunciò anche alla metà del regno. Si mise addosso il mantello fatato, volò verso il suo paese, restituìai suoi fratelli i loro talismani e visse con la moglie felice e beato fra i campi. |
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Guido Gozzano
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