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Da mane a sera allegro un Ciabattino cantarellava, ch'era un gusto
matto a vederlo, a sentir. Un canarino non canta meglio, e il core soddisfatto,
era il re de' sapienti il Ciabattino.
Il suo vicin di contro, un epulone grande Banchiere ed imbottito d'oro,
di cantar non avea mai la ragione, e poco anche dormiva sul mattino,
quando già canticchiava il Ciabattino.
Il nabab non facea che deplorare e querelarsi in collera col fato, che
il sonno non è fatto di tal stoffa che si possa comprare sul
mercato, come si compra il bere ed il mangiare.
Al suo palagio un dì, fatto venire l'aggiustascarpe: - O mio
compar Crispino, - gli domandò, - non mi sapreste dire quanto
voi guadagnate in capo all'anno? - In capo all'anno? - disse il Ciabattino.
- Affededdina! - aggiunse indi ridendo, - non son contar su questo calendario;
io cucio i giorni miei per ordinario uno per uno, un pane e un bicchierino
quando ce n'è, - rispose il Ciabattino.
- Ebben, ditemi almen quanto per dì tirate dal lavor. - Cara
Eccellenza, or meno, or più, ed or così così, tanto
si vive e si vivrebbe meglio se non ci fosse qualche intermittenza.
Ma il male è delle feste che son troppe, in cui tu devi andar
disoccupato, l'una fa buio all'altra; e un altro guaio in quanto ai
santi, egli è che il sor curato ne trova sempre un nuovo sul
solaio -.
Rise il Banchier della bontà dell'uomo, e credendo di metterlo
sul trono: - Prendete, - disse, - cento scudi, e ai vostri bisogni provvedete,
io ve li dono, custoditeli bene, o galantuomo -.
Cento scudi! credette il Ciabattino di possedere una montagna d'oro.
Torna a casa e in un angolo del muro seppellì la sua pace col
tesoro. Da quel dì più non canta il Ciabattino.
Da quel dì che nasconde in casa il seme di tutti i mali, o dolci
sonni, addio! Sempre in agguato, sempre i ladri ei teme la notte, il
dì. Se un topo udir gli pare, è il suo tesor che viene
a rosicchiare.
Ritorna alfine da sua Signoria, che un dì solea svegliar presso
al mattino, e: - I cento scudi le restituisco, lei mi torni il mio sonno
e l'allegria, - dice, e s'inchina il nostro Ciabattino.
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