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Aline Patricia Nardone (il nonno paterno era di origini napoletane),
in arte Alina Reyes, è nata a Bruges, nella periferia bordolese,
il 9 febbraio 1956.
I genitori, poco inclini alle relazioni sociali, cambiarono casa frequentemente,
facendosi ospitare di volta
in volta dai vari parenti, fino a stabilirsi a Soulac, un paese sull'estuario
della Gironde.
Un'infanzia non facile a causa delle malsane condizioni della casa in
cui viveva la famiglia, e le conseguenti malattie delle sorelle e della
madre, ed un padre spesso collerico a causa delle frustrazioni di un
lavoro umile e dei costanti debiti, inducevano Aline, grazie ad una
borsa di studio, a frequentare il liceo di Royan.
In quegli anni, lavorando d'estate e studiando l'inverno, lesse molto:
quasi tutto i romanzi francesi, il Candido, il Don Quichotte, Gii Blas,
e molti altri; i suoi poeti preferiti: Nerval e Rimbaud, ed ancora Freud
e Nietzsche.
A 17 anni rendendosi conto che non avrebbe potuto frequentare l'università
per le scarse risorse economiche,
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iniziò la sua vita da bohemienne, scoprendo le gioie del
"fumo", dell'amore carnale, dei viaggi. Fu così che
durante l'estate del '73 visitò molti stati europei.
Prese il diploma di giornalismo alla DEA de lettres modernes, facendo
nel frattempo lavori saltuari anche per mantenere i due figli che nel
frattempo aveva avuto.
Da una novella di Julio Cortazar, "La lointaine, journaì
d'Alina Reyes" assunse lo pseudonimo con cui è conosciuta.
Nel 1988 scrisse "Le Boucher" (Il Macellaio), che divenne
un bestseller, oggi tradotto in 25 lingue.
Nel 1990, con il nuovo compagno, Olivìer Florent, che gli darà
gli altri due figli, partì per Montreal
e da qui girò gli Stati Uniti, su una Chrisler decappottabile.
Tornò in Francia nel 1991 e si stabili
nei Pirenei, in un ambiente immerso nella natura.
Non ha mai perso comunque il piacere di viaggiare e proprio un suo viaggio
in Marocco viene raccontato in "Mona m'aime".
Scrittrice e cronista, ha pubblicato contributi su diversi giornali
e riviste francesi e canadesi, e collabora con alcune riviste letterarie.
Ha tenuto lezioni e conferenze in Europa e negli Stati Uniti.
Ha pubblicato, oltre al più noto "Le Boucher"
(1988), circa 25 romanzi, fra cui citiamo "Au corset qui tue"
(1992), "La Nuit" (1994), "Corps de femme"
(1999), "Politique de l'Amour" (2002), "Sept
Nuits" e "Nue" (2005), "
Nei suoi scritti ha sempre messo il linguaggio del corpo e il corpo
stesso come strumento politico al centro della sua opera.
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