Sylvia Plath
   
Sylvia Plath nacque il 27 ottobre 1932 a Jamaica Plain, un distretto di Boston nel Massachusetts, da genitori della medio borghesia: di origine tedesca il padre ed austriaca la madre.
Dimostrò la sua precocità ed un innato talento pubblicando il suo primo poema quando aveva solo otto anni. Sensibile, intelligente, cercava di raggiungere la perfezione in tutto quello che faceva, superficialmente appariva come una figlia modello, volonterosa a scuola, vincendo i migliori premi.
Nel 1950, grazie ad una borsa di studio, entrò nello Smith College presentandosi già con un elenco impressionante di pubblicazioni, e mentre frequentava il College scrisse più di quattrocento poemi.
La sua apparente perfezione fu caratterizzata comunque da una personalità discontinua, alternando periodi di euforia ad altri di depressione, probabilmente a causa della perdita del padre, a seguito di un intervento

chirurgico, nel 1940, quando Sylvia aveva solo otto anni.
Nell'estate del 1953, finito il penultimo anno di College, tentò il suicidio ingerendo un intero flacone di sonniferi. Fu salvata dal fratello che la trovò nascosta nello scantinato di casa e la portò in ospedale, dove subì l'elettroshock che ricorderà come un'esperienza. terribile ed atroce nel romanzo autobiografico The Bell Jar, pubblicato nel 1963. Dopo un periodo di ricovero e di psicoterapia Sylvia riprese la sua ricerca del successo accademico e letterario, laureandosi con lode nel 1955 e vincendo una borsa di studio per studiare a Cambridge in Inghilterra.

A Cambridge conobbe il poeta inglese Ted Hughes che sposò nel 1956. Nell'anno successivo la coppia si trasferì negli Stati Uniti dove Sylvia insegnò allo Smith College e partecipò a Boston a dei seminari con Robert Lowell. Qui conobbe Anne Sexton e W. S. Merwin, il quale ammirò i lavori della Plath e del marito e rimase loro amico per tutta la vita.
Rimasta incinta nel 1959, la coppia tornò in Gran Bretagna. e dopo un breve periodo a Londra si stabilirono in un villaggio inglese nei pressi di Devon dove nel 1960 Sylvia diede alla luce Frieda. Nello stesso anno, quando aveva 28 anni, il suo primo libro, The Colossus fu pubblicato in Inghilterra. I poemi in esso contenuti mostrano la dedizione con la quale Sylvia si era impegnata nel suo apprendistato e rappresentano un chiaro segnale di come sarebbero stati i poemi che avrebbe iniziato a scritto negli anni successivi.
Nel 1961 ebbe un aborto spontaneo ed il trauma di quell'evento ispirò la poesia Parliament Hills Fields. Nell'anno successivo la coppia ebbe il secondo figlio: Nicholas. Strinsero amicizia con i loro vicini, il poeta David Wevill e Assia Gutman, ma questa amicizia sarà fatale per la coppia, Ted infatti ebbe un'attrazione immediata per Assia e appena Sylvia se ne rese conto lasciò il marito trasferendosi a Londra con in due figli.

Nell'inverno del 1962-63, uno dei più freddi del secolo, Sylvia viveva in un piccolo appartamento londinese, lo stesso in cui aveva abitato W.B. Yeats. Proprio la durezza della vita di quel periodo, influenzata ed in difficoltà economiche, stimolò la sua voglia di scrivere. Spesso lavorava dalle quattro alle otto di mattina, prima che i bambini si svegliassero, ed a volte finì un poema in un solo giorno. Nei suoi ultimi scritti si ha la sensazione che qualcosa di più profondo e potente, avesse preso il sopravvento; la morte diventa una crudele lusinga e la sofferenza psichica diventa quasi palpabile.

L'11 febbraio 1963, a soli 30 anni, Sylvia Plath si uccise con il gas della cucina.
Due anni più tardi venne pubblicata Ariel, una raccolta di alcuni dei suoi ultimi poemi, a cui seguirono Crossing the Water e Winter Trees nel 1971, e The Collected Poems nel 1981, pubblicato da Ted Hughes.