Jean Paulhan
   

Dopo la seconda guerra mondiale Jean Paulhan sostenne di aver scoperto una grande scrittrice erotica, Pauline Réage: " Finalmente, una donna che confessa! " scrisse nella prefazione al romanzo Histoire d'O, che apparve nelle librerie parigine nel giugno del 1954.
Ma Histoire d'O è frutto della fantasia di Paulhan (già una mezza confessione è il nome attribuito alla presunta autrice, Pauline) ed è la bravata d'una esteta. Siccome a quell'epoca lo frequentavo, so quel che allora si diceva sulla genesi dell'opera: Paulhan ne ebbe l'idea nel 1951, quando pubblicò Le Marquis de Sade et sa complice e un commento a Justine. Mentre la Justine di Sade subisce le peggiori sevizie dai suoi torturatori provandone orrore, Paulhan pensò che sarebbe stato più originale il contrario: presentare una Justine che dalle sevizie ricavasse piacere.

Del romanzo, comunque, non fu autore soltanto Paulhan: egli ne scrisse il soggetto e la scaletta. Histoire d'O, come Amélie de Saint-Far, ha questo di particolare, che è stato scritto in collaborazione da un uomo e una donna. Lo pseudonimo di Pauline Réage nasconde anche una donna (Dominique Aury), che esercitava la critica letteraria e che ha contribuito non poco, con la sua professione, a dare al libro un carattere artificioso. Potrebbe essere un " pastiche " sadiano scritto da Proust.


Jean Paulhan nasce a Nîmes, il 2 dicembre 1884.
Figlio di un filosofo, Jean Paulhan consegue una laurea in filosofia e nel 1907 parte per andare ad insegnare a Tananarive. Vive tre anni in Madagascar, dove occasionalmente fa il cercatore d'oro. Impara la lingua autoctona e i costumi degli abitanti e, al suo ritorno a Parigi, insegna il malgascio presso la scuola di lingue orientali e pubblica una raccolta bilingue di " poemi -proverbi " : Les Hain-tenys.
Partecipa alla Prima Guerra Mondiale in qualità di sergente e viene ferito nel dicembre del 1914.
Dopo la Guerra, comincia la sua carriera nel mondo della letteratura collaborando prima alla rivista surrealista Littérature e poi, dal 1920, a La Nouvelle Revue Française, di cui diventa redattore capo nel 1925, dopo la morte di Jacques Rivière.
La sua libertà di spirito, il suo gusto per l'indipendenza e soprattutto il suo amore per la Patria lo spingono, durante l'occupazione, ad entrare in clandestinità. In quel periodo collabora a Résistance, fonda con Jacques Decour Les Lettres françaises nel 1941, e partecipa alla fondazione delle Edizioni di Mezzanotte con Vencors nel 1942.
Assume l'importantissimo ruolo di direttore letterario alle Edizioni Gallimard e fonda i Cahiers de la Pléiade; poi, alla sua riapparizione, nel 1953, prende la codirezione della NNRF con Marcel Arland.
Nel 1945 viene premiato dall'Accademia di Francia per l'insieme delle sue opere letterarie, tra cui ricordiamo Le Guerrier appliqué, pubblicato 1917, Le Pont traversé e La Guérison sévère ; ma soprattutto Les Fleurs de Tarbes ou la Terreur dans les lettres (1941), À demain la poésie (1947), De la paille et du grain (1948), Petite Préface à toute critique (1951), Les Paroles transparentes (1955). Scrive anche molti saggi di critica sull'arte, tra cui Georges Braque, Le Clair et l'Obscur, L'Art informel.
Il 24 gennaio 1963, Jean Paulhan entra a far parte dell'Accademia di Francia.
Muore il 9 ottobre 1968.