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Nacque a Lodi nel 1870 da una famiglia molto povera, la madre Vittoria
Cornalba faceva la filandaia, mentre il padre Giuseppe il manovale.
Trascorre l'infanzia nella portineria del palazzo Cingia-Barni dove
la nonna Peppina Panni lavorava come custode e governante del famoso
soprano milanese Giuditta Grisi, moglie del conte Barni. Ada passava
quindi il tempo osservando il passaggio delle persone come descritto
nel romanzo autobiografico Stella Mattutina (1912).
Ad appena un anno dalla sua nascita Ada rimase orfana del padre ma,
grazie ai sacrifici della madre, potè frequentare nel 1881 la
Scuola Normale femminile di Lodi ed ottenere il diploma di insegnante
elementare.
Nel 1888 iniziò la professione di insegnante
nella scuola elementare Motta Visconti, di Pavia, alternando
all'insegnamento, l'attività di giornalista e quella di poetessa.
In questi anni pubblicò le sue prime poesie, raccolte nel volume
Fatalità pubblicato nel 1892. Grazie al grande successo
che ottenne il libro, Ada acquistò una certa fama, e le venne
attribuito dal Ministro della Repubblica Giuseppe Zanardelli il titolo
di 'docenge ad honorem' presso la scuola di ordine superiore,
l'Istituto Gaetano Agnesi di Milano, e si trasferì quindi
con la madre nel capoluogo lombardo.
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A Milano entrò in contatto con i membri del circolo socialista
dove conobbe Filippo Turati, Maino, Gonzales, Mussolini e Anna Kuliscioff
di cui disse poi di sentirsi sua "sorella ideale".
Nel 1894, vinse il premio Milli per la poesia. Nella sua seconda collezione
di poesie, Tempeste, uscita nel 1895, affrontò temi sociali
rivoluzionari espressi con un linguaggio molto moderato.
Nel 1896, sposò Federico Garlanda, un industriale tessile di
Biella, da cui ebbe nel 1898 la figlia Bianca ispiratrice di molte poesie,
e nel 1900 Vittoria che però morì a solo un mese di vita.
Nel 1904 pubblicò Maternità e nel 1910 Dal Profondo,
opere fortemente introspettive.
Pochi anni dopo però, nel 1913, i due si separarono, ed Ada si
trasferì a vivere a Zurigo, in Svizzera.
Nel 1914 pubblicò Esilio, opera con evidente riferimento
autobiografico.
All'inizio della Prima Guerra Mondiale rientrò in Italia e qui
ebbe una travagliata esperienza sentimentale, raccontata nella raccolta
di poesie Il libro di Mara, pubblicato nel 1919, libro inusuale
per la società cattolica e conservatrice di quell'epoca.
Nel 1917 pubblicò una raccolta di 14 novelle Le solitarie
in cui raccontò la sua visione del mondo come una semplice ragazza
di campagna. L'anno seguente uscì Orazioni in cui sono
raccolte alcune sue odi dedicate alla patria.
Nel 1921 pubblicò Stella mattutina, romanzo autobiografico,
che riscosse molto successo tanto da essere tradotto in diverse lingue.
Uscirono poi nel 1924 I canti dell'isola, un libro di poesie
nel 1930 intitolato Vespertina, Finestre alte (1923) e Le
strade (1926), entrambi libri di racconti, poi Di giorno in giorno,
che contiene una raccolta di meditazioni sulle proprie opere, ed Erba
sul sagrato (1939). L'ultima opera conosciuta di Ada negri è
Oltre, pubblicato postumo, in cui l'autrice propose una sua agiografia
di santa Caterina da Siena.
Nel 1931 vinse il premio Mussolini per la carriera e nel 1940 divenne
membro dell'Accademia Italiana.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, per sfuggirne gli orrori, si trasferì
nel '43 nella casa (ancora esistente, ndr) della figlia a Bollate, un
piccolo paese dell'hinterland milanese, dove soleva meditare nell'orto
di casa. Ada ricordava con nostalgia quei momenti ed in seguito intitolò
proprio Orto una breve prosa scritta nel maggio 1943 a Bollate,
regalata all'amica Vimercati e rimasta inedita fino agli anni '90.
Ma Bollate era troppo vicina a Milano ed ai bombardamenti, così
dopo alcuni mesi, nel tentativo di trovare una maggiore serenità,
si trasferì dapprima a Gajone, vicino a Parma, nella villa che
fu di Paganini, e poi a Pavia. Tentativi inutili, perché anche
queste due città subirono tra il 1943 e il 1944 pesanti bombardamenti
alleati.
La guerra provocava in lei una tale angoscia che aveva più volte
espresso la volontà che l'opera alla quale stava lavorando già
a Bollate, Fons Amoris, fosse pubblicata soltanto a conflitto
finito.
Non trovando la pace desiderata nell'autunno del 1944 Ada Negri decise
di tornare a Milano, ma l'11 gennaio 1945 venne trovata morta all'interno
del suo studio dalla figlia Bianca.
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