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Vladimir Majakovskij
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Vladimir Majakovskij nasce a Bagagadi, in Georgia, nel 1893. Suo
padre è un nobile decaduto che si presta a lavori umili, come
forestale. Giovanissimo, Vladimir si appassiona alla poesia, che legge
e che recita in un costante monologo interiore. |
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La celebrazione dell'industrializzazione sovietica, poi, non fa altro che proiettarne la figura ai ranghi elevati dell'intellighentsija rivoluzionaria. E' una situazione destinata però a incrinarsi. L'avvento di Stalin e la palese trasformazione degli ideali rivoluzionari in gestione del potere nelle mani di un tiranno non possono essere esenti da un violento attacco, che Majakovskij non intende negarsi. Il drammatico vitalismo della poesia di Majakovskij dispiega la sua impressionante varietà di registri: dal sarcasmo antiborghese degli anni che precedono la Rivoluzione alla satira sferzante contro i nuovi "borghesucci sovietici", dalla marcia proletaria alla rivolta contro i quadri di partito, dall'antimilitarismo ironico alle struggenti poesie d'amore. Epica ed elegia, amore disperato e impegno civile: la poesia di Majakovskij è un monumento alla contraddizione. Concepita per essere declamata davanti ad un pubblico incolto, questa poesia dalla "fonetica assordante" stravolse magistralmente i parametri tradizionali della lingua poetica e della metrica russa. La sua situazione sentimentale (per anni partecipa a un devastante triangolo amoroso che vede protagonisti, oltre a Vladimir, la bellissima Lili Brik e suo marito Josip) e le contingenze politiche gettano tuttavia il poeta in uno stato di estrema prostrazione psicologica. La morte, avvenuta per supposto suicidio nel 1930, è ancora un capitolo ambiguo della storia sovietica: alcuni storici hanno messo in dubbio la versione del suicidio amoroso e hanno indicato la probabilità che Majakovskij sia stato "suicidato" da sgherri del regime. |
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