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Nazim Hikmet
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Nasce a Salonicco nel 1902. |
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Tornato in patria viene arrestato, colpevole di collaborare con
una rivista di sinistra. Costretto a rifugiarsi a Mosca ha contatti
con le avanguardie e, in particolare, con Majakovkij. Solo una amnistia
generale gli permette di tornare in patria nel 1928. Nel 1938 viene condannato a 28 anni di carcere per la sua opposizione
al regime di Kemal Ataturk. Le sue poesie, i suoi articoli, i suoi libri
sono considerati un incitamento alla rivolta. Sotto accusa, in particolare,
"L'epopea di Sherik Bedrettin" dove Hikmet racconta la ribellione
contadina del 1500 contro l'impero ottomano. L'analogia è evidente. E' Pablo Neruda a raccontare come l'amico Hikmet viene trattato durante la sua prigionia " accusato di aver tentato di incitare l'esercito turco alla ribellione, Nazim è stato condannato alle punizioni più terribili. Mi ha detto che è stato costretto a camminare sul ponte di una nave fino a non sentirsi troppo debole per rimanere in piedi, quindi lo hanno legato in una latrina dove gli escrementi arrivavano a mezzo metro sopra il pavimento Il mio fratello poeta ha sentito le sue forze mancare: i miei aguzzini vogliono vedermi soffrire. Resiste con orgoglio. Comincia a cantare, all'inizio la sua voce è bassa, poi sempre più alta fino ad urlare. Ha cantato tutte le canzoni, tutti i poemi d'amore che riesce a ricordare, i suoi stessi versi, le ballate d'amore dei contadini, gli inni di battaglia della gente comune. Ha cantato qualsiasi cosa che la sua mente ricordasse. E così ha vinto i suoi torturatori". Nel 1949, a Parigi, una commissione internazionale della quale fanno
parte, tra gli altri, Pablo Picasso, Paul Robeson, Jean Paul Sartre,
si batte per la liberazione di Hikmet. E' costretto ad espatriare a Mosca. Il governo turco nega il permesso
alla moglie ed al figlio di seguirlo. Durante il suo esilio ha il secondo
attacco di cuore. Nonostante le sue condizioni di salute continua a
lavorare duramente, visitando non solo l'Europa dell'Est ma Roma, Parigi,
L'Avana, Pechino. |
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