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Charles Bukowski
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II 16 agosto del 1920 nasceva ad Andernach, presso Colonia. Due anni dopo Henry Bukowski Sr., di origine tedesca ma ex artigliere delle truppe americane, con la moglie Katherine Fett, si trasferiva a Los Angeles. I Bukowski istituirono un granitico bunker familiare, blindato contro ogni input proveniente dalla nuova comunità: gli sbiaditi ricordi d'infanzia di Charles sono i continui ammonimenti familiari a non avere contatti con i coetanei. A sei anni, è un bambino che ha già formato una propria linea di carattere: schivo e impaurito. Escluso dalle partite a baseball sotto casa, irriso per il suo tenue accento teutonico, manifesta difficoltà d'inserimento. Alla Junior High School non passa inosservato: i professori ricordano di lui lo sguardo sardonico e il ghigno diabolicamente critico. Alla Junior ricevette il primo plauso per il suo fuoco letterario. Si trattava di una semplice relazione sulla visita del presidente Hoover: Charles fece il miglior compito, molto al di sopra della media, ma la sorpresa del docente fu un'altra: "Rimase veramente sbalordito quando ammisi candidamente che non mi ci ero recato". |
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A tredici anni comincia a bere con una chiassosa banda di teppistelli.
Un anno dopo scrive il suo primo racconto basandolo su un personaggio:
per metà reale e per metà immaginario: il generale Von
Richtofen, asso aereo della prima guerra mondiale. Non fu una carezzevole
linfa creativa, ma la rabbia verso la vita; la molla che lo spinse al
furore compositivo. L'adolescente Bukowski dovette fare i conti con
una spaventosa forma di acne arginabile solo con l'uso di speciali aghi
elettrici: "Il mio viso, il torace e la schiena erano copiosamente
coperti di pustole grosse come chicchi d'uva. Ero il brutto del vicinato.
Tutto questo mentre gli altri miei coetanei cominciavano a toccare le
ragazzine...". Nel 1938 si diploma stancamente alla L.A. High School. Nel 1944 pubblica il racconto 'Aftermath of a Lengthy Rejection
Slip' su Story e incomincia un burrascoso rapporto decennale con Jane
Baker. Viene assunto dal Postal Service. Una sera, ubriacatosi pesantemente
con la sua compagna alcolizzata, è vittima di una abbondante
emorragia dalla bocca e dal retto, Ricoverato in condizioni disperate,
viene salvato grazie alle trasfusioni di sangue donatogli dal padre.
Nel tentativo di allontanarsi dall'alcool comincia a recarsi all'ippodromo
dove, al contrario, si ubriaca regolarmente. Nel 1959 gli vengono pubblicate
otto poesie sulla rivista Harlequin: la direttrice Barbara Frye accetta
la proposta di matrimonio di Hank per corrispondenza. Si separarono
due anni dopo. L'editore John Webb, nel 1962, gli pubblica la prima
raccolta di poesie, It Catches my Heart in its Hands (1963). Gli ultimi anni sono vissuti in grande serenità ed agiatezza
"Ora mi piace stare a bere vino buono e a carezzare i miei gatti.
Ho comperato una Bmw nera, per veri duri. Posso stare a letto quanto
voglio, starmene tranquillo: e' quello che ho sempre desiderato".
Ma la prolifica vena compositiva non venne meno: con le condizioni fisiche
che via via si aggravavano (si ammalò di tubercolosi nel maggio
1988) uscì con quattro pubblicazioni nel giro di tre anni. Poi
la morte: "Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto
portarmi via parecchio tempo fa. Vorrei essere sepolto vicino all'ippodromo
per sentire la volata sulla dirittura d'arrivo". *All'anagrafe risulta come Henry Charles Bukowski, Jr. "Henry mi ha stancato perché i miei genitori mi chiamavano solo per fare qualche commissione o perché dovevano picchiarmi. Charles e O.K. solo sulla pagina scritta. È un gran pasticcio. Cosi dico alla gente di chiamarmi Hank. Il, bravo, vecchio Hank." |
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