William Blake
   

William Blake, pittore, poeta, incisore e visionario nacque a Londra il 28 novembre 1757, secondogenito di James e Catherine Blake, rispettabili negozianti di tessuti.
La vita del piccolo William scorreva tranquilla, tra giochi e passeggiate lungo il fiume, a Lambeth e a Battersea o nello Strand. Ben presto, però, apparvero i segni premonitori del suo percorso di uomo e di artista. Già a quattro anni cominciò ad avere le prime "visioni", che divennero abituali dopo gli otto anni e addirittura quotidiane a partire dal soggiorno a Felpham. Nell'ultimo periodo di vita, dal 1818 circa, egli era in grado di suscitarle con l'esercizio della volontà.
Queste visioni, che trovano in un primo tempo espressione infantile, più tardi - quando all'innocenza si combina l'altro principio, quello dell'esperienza - diventano più complesse e a volte anche torbide. C'è però sempre, in Blake, il desiderio di un ritorno alla purezza dell'infanzia: la visione dei funerali della fata, per esempio, è contemporanea a quelle drammatiche di Milton e di Jerusalem.
I racconti delle proprie visioni farebbero supporre che Blake soffrisse di allucinazioni ma il poeta stesso spiega che aveva tali visioni "per Immaginazione" e che non possedeva se non facoltà comuni a chiunque si sforzasse di esercitarle.

(William Blake - "Vecchiaia")

"Un fantasma - era solito ripetere - è cosa vista dal rozzo occhio corporale, ma una visione è vista dall'occhio della mente".
Blake visse e morì nel cuore di Londra ma della città egli amava gli aspetti meno esaltanti e più confacenti al suo spirito romantico e rivoluzionario.
A dieci anni comincia a disegnare; a dodici scrive le sue prime poesie. Nel 1767 (lo stesso anno della nascita del fratello Robert, che tanta parte avrà nella vita di William) il padre lo manda a scuola di disegno nello Strand, dove segue per quattro anni le lezioni di Henry Pars. È il periodo delle prime letture: gli Elisabettiani, Shakespeare, Milton, Dante, la Bibbia. Il tema della caduta - tema centrale dei Libri Profetici - gli viene suggerito dal Paradiso Perduto di Milton, prima e meglio che dal testo della Bibbia.
Il piccolo William, dunque, decide di seguire la strada dell'arte. Ma non quella principale: sceglie infatti quella dell'apprendistato di incisore. A quattordici anni comincia a frequentare lo studio di James Basire abbracciando così quella che sarebbe stata la professione di tutta la sua vita. La sua prima incisione nota, del 1773, è tratta da Michelangelo (porta il titolo di Joseph of Arimathea among the Rocks of Albion), mentre i primi disegni, databili 1774, sono quelli relativi a The Rody of Edward I in His Coffin. Del 1775, invece, sono alcuni disegni di monumenti dell'Abbazia di Westminster.
Accadono, intanto, alcuni fatti che incideranno non poco sul pensiero e sull'opera di Blake: nel 1769 James Watt mette a punto la macchina a vapore e nel 1776 c'è la Dichiarazione di Indipendenza americana.
Fra i 14 e i 21 anni Blake scrive i Poetical Sketches, raccolta delle sue prime esperienze poetiche, pubblicati nel 1783. Per far fronte alle spese di stampa gli viene incontro il suo più caro amico, John Flaxman, che lo introduce nel salotto del reverendo Mattew e di sua moglie. Lì Blake recita e canta le sue canzoni e trova proprio in Mattew l'altro e più sostanzioso "sponsor" dei suoi Schizzi poetici.
Terminato l'apprendistato presso il Basire, Blake si iscrive, all'età di vent'anni, alla Royal Academy. Alla pittura ad olio l'artista preferisce l'incisione, l'acquarello e la tempera su tela: quest'ultima, però, la pratica in una maniera sua particolare che chiama "a fresco". Gli ripugna disegnare dal vero e si concentra sulle incisioni italiane tratte da opere di Raffaello e di Michelangelo.
Nel 1779 è ammesso alla Royal Academy, dove l'anno successivo espone un acquarello (La morte del conte Goodwin) e due disegni (La Guerra incatenata da un Angelo e Il mattino dopo una battaglia). I suoi amici sono tutti pittori: Stothard, Flaxman, Barry, Fuseli.
Nel 1780 comincia a lavorare come incisore presso l'editore radicale Joseph Johnson. Nel 1782 sposa Catherine Butcher (o Boucher), sarà, in pratica, dell'unica donna della sua vita. Sembra che Blake ritenesse le donne esseri inferiori, ma nonostante ciò sua moglie lo venerò tutta la vita come un idolo, accettandone senza discutere le stranezze e le intemperanze. Alcuni ritengono che Catherine non fosse in grado di soddisfare l'accesa sensualità del marito. La mancanza di figli, però, viene attribuita soprattutto alla più o meno conscia fede catara di Blake, contraria alla perpetuazione della vita terrena. Altri ancora suppongono che questa mancanza sia dovuta alle crisi nervose di Catherine causate dal temperamento del marito.
Ma la vita matrimoniale è costellata di stranezze. Uno dei suoi amici, Thomas Butts, trova un giorno Blake e sua moglie completamente nudi nel giardino della loro casa a Poland Street, compenetrati nelle parti di Adamo ed Eva, mentre egli recita passi del Paradiso Perduto di Milton.
Blake, per meglio adottare i costumi patriarcali della Bibbia, comunica alla moglie la decisione di mettersi in casa una concubina. Catherine, piangendo, lo scongiura di non farlo ed egli vi rinuncia. E certo, comunque, che l'audacia di Blake in materia sessuale si limitò agli scritti e alle parole.
Alle nozze Catherine firma il registro con una croce. Blake le insegna a leggere, a scrivere e anche a dipingere, almeno quanto basta perché possa aiutarlo nel colorare le pagine incise con il metodo dell'Illuminated Printing.
Nell'estate del 1784 muore il padre del poeta e le redini della famiglia passano nelle mani del fratello maggiore, James. Allora Blake apre una stamperia: un'impresa ideata e realizzata in società con James Parker, suo compagno di apprendistato sotto Basire, che però fallisce miseramente. Ne segue un periodo di inazione e di indecisione parallelo ad una forte crisi psicologica e intellettuale.
Nell'autunno dello stesso anno scrive An Island in the Moon.
Ma l'avvenimento che sconvolge veramente il poeta è la morte del fratello Robert, avvenuta il 19 febbraio 1787 in seguito ad un attacco di tisi. Blake, che aveva seguito amorosamente il decorso della malattia, ne è scosso terribilmente e la ferita praticamente non si rimarginerà più. Ancora nel 1800 scrive:
"Tredici anni fa persi un fratello, ma ogni giorno e ogni ora parlo in spirito con la sua anima e lo vedo nel mio ricordo, nelle regioni della mia immaginazione. Ascolto i suoi consigli, ed ancora oggi scrivo sotto sua dettatura."
Dopo il 1785 - e Blake afferma che era stato il fratello Robert, apparsogli in sogno dopo la morte, a mostrargliene i procedimenti - si mette a studiare il modo di incidere, quasi a sbalzo, poesia e disegno sullo stesso foglio.
Il 13 aprile del 1789 firma una dichiarazione di appartenenza al gruppo di coloro che credono nella dottrina di Swedemborg. Emanuel Swedemborg era stato il fondatore di una nuova religione la cui Chiesa, chiamata "Nuova Gerusalemme", appare ufficialmente a Londra nel 1788: tuttora conta degli adepti soprattutto in Inghilterra e nel Nord America.
Nel frattempo scrive Tiriel e compone i Songs of Innocence, The Book of Thel, The Marriage of Heaven and Hell e incide una "testa di dannato" su disegno di Fuseli.
Nel 1791 scrive per le edizioni di Johnson The French Revolution, ma il libro resta in bozze. Illustra le Original Stories from Real Life di Mary Wollstonecraft, e inizia le incisioni per Narrative, or a Five Year's Expedition, against the Revolted Negroes of Suriname, di John Gabriel Stedman.
Nel settembre del 1792 muore la madre e l'anno successivo termina The Marriage of Heaven and Hell e compone A Song of Liberty, Visions of the Daughters ofAlbion e America, A Prophecy, mentre prosegue la composizione dei Songs of Experience.
Nel 1794 conclude i Songs of Experience e scrive The First Book of Urizen e Europe, A Prophecy. Del 1795 sono invece The Song of Los, The Book ofAhania e The Book of Los. Inizia Vala e Richard Edwards gli commissiona le incisioni per i Night Thoughts di Edward Young. Si tratta della sua opera più celebre come illustratore (43 tavole, risultato di 537 abbozzi) che però è un insuccesso sul piano commerciale.
Dal 1796 al 1800 Blake lavora intensamente ad illustrare testi altrui con le sue incisioni. Thoughts on Outline (1796) di George Cumberland, per esempio, e i Poems di Gray, lavoro che gli era stato commissionato da John Flaxman. Fra il 1799 e il 1800 espone due tempere alla Royal Academy. William Rayley gli offre lavoro a stipendio e l'artista è suo ospite a Felpham, nel Sussex, dove si ferma dal 1800 al 1803 e dove scrive poesie di varia natura, soprattutto di tono polemico, nonché le poesie del cosiddetto Manoscritto Pickering.
Hayley sfrutta ma contemporaneamente protegge l'artista, che per lui esegue le illustrazioni della sua Life of Cowper. Talvolta deve fungere da amanuense al protettore, che lo inizia comunque allo studio del greco, usando come testo l'Iliade con la traduzione fatta da Cowper. Ma il dispotismo di Hayley induce infine Blake, nell'estate del 1803, a lasciare Felpham per tornare a Londra, sebbene la moglie, per cui il mecenate dimostra forse più simpatia di quanto Blake possa gradire, tenti di appianare il contrasto sorto tra i due.
L'incidente che precede la partenza, però, mette Blake seriamente nei guai e solo l'aiuto di Hayley permette al poeta di venirne fuori e di partire nel segno dell'amicizia.
Il 12 agosto del 1803 un soldato del 1° reggimento dei Dragoni, certo John Schofield, viene sorpreso da Blake, informato dal giardiniere, a lavorare nell'orto del cottage. Blake lo scaccia in malo modo ed il soldato, per vendicarsi, lo accusa di aver gridato "Abbasso il re!" e di aver auspicato l'arrivo di Buonaparte in Inghilterra.
Blake viene così fermato e rilasciato sotto cauzione, in buona parte versata dal suo protettore.
Dopo aver lasciato Felpham, nel settembre del 1803, vi deve tornare nel gennaio dell'anno successivo per essere processato come reo di alto tradimento: accusa da cui viene assolto per il generoso intervento ancora di Hayley, che gli procura un valente avvocato.
Tornato da Felpham, Blake va ad abitare al n. 17 di South Molton Street, dove, compiutane la stesura, mette mano al lavoro d'incisione di Milton e di Jerusalem: un lavoro protrattosi fino al 1820.
Dal 1804 il poeta si dedica quasi esclusivamente al disegno e all'incisione e produce le sue migliori opere grafiche. Nascono così la grande "pittura a fresco" dei Canterbury Pilgrims, ispirata all'opera di Chaucer, i disegni per The Grave di Robert Blair, quelli per il Libro di Giobbe e quelli per la Divina Commedia. Per capire meglio il testo dell'opera dantesca Blake a 67 anni, intraprende lo studio del l'italiano. Sui temi della Divina Commedia realizza 102 disegni ma riesce ad inciderne soltanto sette. Questi disegni rappresentano, in pratica, l'ultima opera di Blake.
Il 1810-17 è un periodo di quasi completa oscurità. Blake prosegue l'incisione dell'ultimo dei suoi Libri Profetici, Jerusalem l'Emanazione del Gigante Albione, iniziata nel 1804 ma per la maggior parte eseguita dopo il 1808, appena dopo aver finito di incidere Milton.
Nel gennaio del 1811 esce ad Amburgo un saggio di Renry Crabb Robinson sull'attività di Blake come pittore e poeta, mentre però egli attraversa un periodo di solitudine e di delusione che tentnina solo nel 1818, quando conosce l'allora ventiseienne pittore-ritrattista John Linnel. Questi, oltre a comprargli molte opere, gli procura acquirenti tra i suoi ricchi conoscenti, assicurandogli così una vecchiaia tranquilla, confortata anche dalle attenzioni di amici e discepoli, tra i quali John Valery, che aveva vent'anni meno di lui. Presentatogli nel 1819, pare che sia stato lui a suggerirgli i famosi ritratti visionari. Gli altri amici di Blake sono Samuel Palmer, Edward Calvert e George Richmond; infine, lo scultore Frederick Tatham, autore di una preziosa Life of Blake pubblicata nel 1906. Si sospetta però proprio Tatham della distruzione, dettata da intolleranza religiosa, di numerosi manoscritti e disegni di Blake, che sul letto di morte sembra gli avesse affidato la cura delle sue carte. Tra i manoscritti distrutti si pensa vi fossero l'Outhoun, il Book of Moonlight citato nel MS Rossetti e la Version of Genesis - as understood by a Christian visionary menzionata da Crabb Robinson.
Nel 1821, a causa delle precarie condizioni economiche, Blake è costretto a vendere la sua collezione di stampe.
Sempre nel 1821 il poeta intraprende la sua maggiore opera di incisore, le ventidue Inventions of job, pubblicate nel 1825, anno in cui mette mano alle illustrazioni per la Divina Commedia.
Nello stesso anno Blake scrivendo a Linnel si lamenta di soffrire "a causa di questa odiosa febbre malarica, o che altro sia"1 e, più tardi, di soffrire d'itterizia: sintomi tutti di una calcolosi biliare che lo porterà alla tomba.
Si forma intorno a lui un gruppo di giovani artisti, fra i quali Edward Calvert e George Richmond. L'artista comincia gli acquarelli per la Divina Commedia e ne incide alcune lastre, che non porta a termine.
Conosce Samuel Palmer, che così descrive gli ultimi anni della vita del poeta:
"In lui vedevi nello stesso tempo il Creatore e l'Inventore, uno dei pochi in ogni tempo. Era l'energia stessa e diffondeva intorno a sé un'atmosfera cordiale, piena di ideale. Passeggiare con lui in campagna era come percepire l'anima della bellezza attraverso le forme della natura; e gli alti e bui edifici fra i quali, dalla finestra dello studio, vedeva il Tamigi e la spiaggia del Surrey, assumevano una specie di grandezza per l'uomo che vi abitava vicino. Di questo possono ridere coloro che non hanno conosciuto uno come Blake, ma questa è la pura e semplice verità. Era un uomo senza maschera. Aveva un solo scopo e i suoi difetti erano pochi, perciò era libero, nobile e felice."
Il 12 agosto del 1827 il poeta muore "componendo e cantando poesie al suo Creatore".
"È morto un santo!" esclama una povera donna amica della signora Blake, presente al momento del trapasso.