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"Un fantasma - era solito ripetere - è cosa vista dal
rozzo occhio corporale, ma una visione è vista dall'occhio della
mente".
Blake visse e morì nel cuore di Londra ma della città
egli amava gli aspetti meno esaltanti e più confacenti al suo
spirito romantico e rivoluzionario.
A dieci anni comincia a disegnare; a dodici scrive le sue prime poesie.
Nel 1767 (lo stesso anno della nascita del fratello Robert, che tanta
parte avrà nella vita di William) il padre lo manda a scuola
di disegno nello Strand, dove segue per quattro anni le lezioni di Henry
Pars. È il periodo delle prime letture: gli Elisabettiani, Shakespeare,
Milton, Dante, la Bibbia. Il tema della caduta - tema centrale dei Libri
Profetici - gli viene suggerito dal Paradiso Perduto di Milton, prima
e meglio che dal testo della Bibbia.
Il piccolo William, dunque, decide di seguire la strada dell'arte. Ma
non quella principale: sceglie infatti quella dell'apprendistato di
incisore. A quattordici anni comincia a frequentare lo studio di James
Basire abbracciando così quella che sarebbe stata la professione
di tutta la sua vita. La sua prima incisione nota, del 1773, è
tratta da Michelangelo (porta il titolo di Joseph of Arimathea among
the Rocks of Albion), mentre i primi disegni, databili 1774, sono quelli
relativi a The Rody of Edward I in His Coffin. Del 1775, invece, sono
alcuni disegni di monumenti dell'Abbazia di Westminster.
Accadono, intanto, alcuni fatti che incideranno non poco sul pensiero
e sull'opera di Blake: nel 1769 James Watt mette a punto la macchina
a vapore e nel 1776 c'è la Dichiarazione di Indipendenza americana.
Fra i 14 e i 21 anni Blake scrive i Poetical Sketches, raccolta delle
sue prime esperienze poetiche, pubblicati nel 1783. Per far fronte alle
spese di stampa gli viene incontro il suo più caro amico, John
Flaxman, che lo introduce nel salotto del reverendo Mattew e di sua
moglie. Lì Blake recita e canta le sue canzoni e trova proprio
in Mattew l'altro e più sostanzioso "sponsor" dei suoi
Schizzi poetici.
Terminato l'apprendistato presso il Basire, Blake si iscrive, all'età
di vent'anni, alla Royal Academy. Alla pittura ad olio l'artista preferisce
l'incisione, l'acquarello e la tempera su tela: quest'ultima, però,
la pratica in una maniera sua particolare che chiama "a fresco".
Gli ripugna disegnare dal vero e si concentra sulle incisioni italiane
tratte da opere di Raffaello e di Michelangelo.
Nel 1779 è ammesso alla Royal Academy, dove l'anno successivo
espone un acquarello (La morte del conte Goodwin) e due disegni (La
Guerra incatenata da un Angelo e Il mattino dopo una battaglia). I suoi
amici sono tutti pittori: Stothard, Flaxman, Barry, Fuseli.
Nel 1780 comincia a lavorare come incisore presso l'editore radicale
Joseph Johnson. Nel 1782 sposa Catherine Butcher (o Boucher), sarà,
in pratica, dell'unica donna della sua vita. Sembra che Blake ritenesse
le donne esseri inferiori, ma nonostante ciò sua moglie lo venerò
tutta la vita come un idolo, accettandone senza discutere le stranezze
e le intemperanze. Alcuni ritengono che Catherine non fosse in grado
di soddisfare l'accesa sensualità del marito. La mancanza di
figli, però, viene attribuita soprattutto alla più o meno
conscia fede catara di Blake, contraria alla perpetuazione della vita
terrena. Altri ancora suppongono che questa mancanza sia dovuta alle
crisi nervose di Catherine causate dal temperamento del marito.
Ma la vita matrimoniale è costellata di stranezze. Uno dei suoi
amici, Thomas Butts, trova un giorno Blake e sua moglie completamente
nudi nel giardino della loro casa a Poland Street, compenetrati nelle
parti di Adamo ed Eva, mentre egli recita passi del Paradiso Perduto
di Milton.
Blake, per meglio adottare i costumi patriarcali della Bibbia, comunica
alla moglie la decisione di mettersi in casa una concubina. Catherine,
piangendo, lo scongiura di non farlo ed egli vi rinuncia. E certo, comunque,
che l'audacia di Blake in materia sessuale si limitò agli scritti
e alle parole.
Alle nozze Catherine firma il registro con una croce. Blake le insegna
a leggere, a scrivere e anche a dipingere, almeno quanto basta perché
possa aiutarlo nel colorare le pagine incise con il metodo dell'Illuminated
Printing.
Nell'estate del 1784 muore il padre del poeta e le redini della famiglia
passano nelle mani del fratello maggiore, James. Allora Blake apre una
stamperia: un'impresa ideata e realizzata in società con James
Parker, suo compagno di apprendistato sotto Basire, che però
fallisce miseramente. Ne segue un periodo di inazione e di indecisione
parallelo ad una forte crisi psicologica e intellettuale.
Nell'autunno dello stesso anno scrive An Island in the Moon.
Ma l'avvenimento che sconvolge veramente il poeta è la morte
del fratello Robert, avvenuta il 19 febbraio 1787 in seguito ad un attacco
di tisi. Blake, che aveva seguito amorosamente il decorso della malattia,
ne è scosso terribilmente e la ferita praticamente non si rimarginerà
più. Ancora nel 1800 scrive:
"Tredici anni fa persi un fratello, ma ogni giorno e ogni ora parlo
in spirito con la sua anima e lo vedo nel mio ricordo, nelle regioni
della mia immaginazione. Ascolto i suoi consigli, ed ancora oggi scrivo
sotto sua dettatura."
Dopo il 1785 - e Blake afferma che era stato il fratello Robert, apparsogli
in sogno dopo la morte, a mostrargliene i procedimenti - si mette a
studiare il modo di incidere, quasi a sbalzo, poesia e disegno sullo
stesso foglio.
Il 13 aprile del 1789 firma una dichiarazione di appartenenza al gruppo
di coloro che credono nella dottrina di Swedemborg. Emanuel Swedemborg
era stato il fondatore di una nuova religione la cui Chiesa, chiamata
"Nuova Gerusalemme", appare ufficialmente a Londra nel 1788:
tuttora conta degli adepti soprattutto in Inghilterra e nel Nord America.
Nel frattempo scrive Tiriel e compone i Songs of Innocence, The Book
of Thel, The Marriage of Heaven and Hell e incide una "testa di
dannato" su disegno di Fuseli.
Nel 1791 scrive per le edizioni di Johnson The French Revolution, ma
il libro resta in bozze. Illustra le Original Stories from Real Life
di Mary Wollstonecraft, e inizia le incisioni per Narrative, or a Five
Year's Expedition, against the Revolted Negroes of Suriname, di John
Gabriel Stedman.
Nel settembre del 1792 muore la madre e l'anno successivo termina The
Marriage of Heaven and Hell e compone A Song of Liberty, Visions of
the Daughters ofAlbion e America, A Prophecy, mentre prosegue la composizione
dei Songs of Experience.
Nel 1794 conclude i Songs of Experience e scrive The First Book of Urizen
e Europe, A Prophecy. Del 1795 sono invece The Song of Los, The Book
ofAhania e The Book of Los. Inizia Vala e Richard Edwards gli commissiona
le incisioni per i Night Thoughts di Edward Young. Si tratta della sua
opera più celebre come illustratore (43 tavole, risultato di
537 abbozzi) che però è un insuccesso sul piano commerciale.
Dal 1796 al 1800 Blake lavora intensamente ad illustrare testi altrui
con le sue incisioni. Thoughts on Outline (1796) di George Cumberland,
per esempio, e i Poems di Gray, lavoro che gli era stato commissionato
da John Flaxman. Fra il 1799 e il 1800 espone due tempere alla Royal
Academy. William Rayley gli offre lavoro a stipendio e l'artista è
suo ospite a Felpham, nel Sussex, dove si ferma dal 1800 al 1803 e dove
scrive poesie di varia natura, soprattutto di tono polemico, nonché
le poesie del cosiddetto Manoscritto Pickering.
Hayley sfrutta ma contemporaneamente protegge l'artista, che per lui
esegue le illustrazioni della sua Life of Cowper. Talvolta deve fungere
da amanuense al protettore, che lo inizia comunque allo studio del greco,
usando come testo l'Iliade con la traduzione fatta da Cowper. Ma il
dispotismo di Hayley induce infine Blake, nell'estate del 1803, a lasciare
Felpham per tornare a Londra, sebbene la moglie, per cui il mecenate
dimostra forse più simpatia di quanto Blake possa gradire, tenti
di appianare il contrasto sorto tra i due.
L'incidente che precede la partenza, però, mette Blake seriamente
nei guai e solo l'aiuto di Hayley permette al poeta di venirne fuori
e di partire nel segno dell'amicizia.
Il 12 agosto del 1803 un soldato del 1° reggimento dei Dragoni,
certo John Schofield, viene sorpreso da Blake, informato dal giardiniere,
a lavorare nell'orto del cottage. Blake lo scaccia in malo modo ed il
soldato, per vendicarsi, lo accusa di aver gridato "Abbasso il
re!" e di aver auspicato l'arrivo di Buonaparte in Inghilterra.
Blake viene così fermato e rilasciato sotto cauzione, in buona
parte versata dal suo protettore.
Dopo aver lasciato Felpham, nel settembre del 1803, vi deve tornare
nel gennaio dell'anno successivo per essere processato come reo di alto
tradimento: accusa da cui viene assolto per il generoso intervento ancora
di Hayley, che gli procura un valente avvocato.
Tornato da Felpham, Blake va ad abitare al n. 17 di South Molton Street,
dove, compiutane la stesura, mette mano al lavoro d'incisione di Milton
e di Jerusalem: un lavoro protrattosi fino al 1820.
Dal 1804 il poeta si dedica quasi esclusivamente al disegno e all'incisione
e produce le sue migliori opere grafiche. Nascono così la grande
"pittura a fresco" dei Canterbury Pilgrims, ispirata all'opera
di Chaucer, i disegni per The Grave di Robert Blair, quelli per il Libro
di Giobbe e quelli per la Divina Commedia. Per capire meglio il testo
dell'opera dantesca Blake a 67 anni, intraprende lo studio del l'italiano.
Sui temi della Divina Commedia realizza 102 disegni ma riesce ad inciderne
soltanto sette. Questi disegni rappresentano, in pratica, l'ultima opera
di Blake.
Il 1810-17 è un periodo di quasi completa oscurità. Blake
prosegue l'incisione dell'ultimo dei suoi Libri Profetici, Jerusalem
l'Emanazione del Gigante Albione, iniziata nel 1804 ma per la maggior
parte eseguita dopo il 1808, appena dopo aver finito di incidere Milton.
Nel gennaio del 1811 esce ad Amburgo un saggio di Renry Crabb Robinson
sull'attività di Blake come pittore e poeta, mentre però
egli attraversa un periodo di solitudine e di delusione che tentnina
solo nel 1818, quando conosce l'allora ventiseienne pittore-ritrattista
John Linnel. Questi, oltre a comprargli molte opere, gli procura acquirenti
tra i suoi ricchi conoscenti, assicurandogli così una vecchiaia
tranquilla, confortata anche dalle attenzioni di amici e discepoli,
tra i quali John Valery, che aveva vent'anni meno di lui. Presentatogli
nel 1819, pare che sia stato lui a suggerirgli i famosi ritratti visionari.
Gli altri amici di Blake sono Samuel Palmer, Edward Calvert e George
Richmond; infine, lo scultore Frederick Tatham, autore di una preziosa
Life of Blake pubblicata nel 1906. Si sospetta però proprio Tatham
della distruzione, dettata da intolleranza religiosa, di numerosi manoscritti
e disegni di Blake, che sul letto di morte sembra gli avesse affidato
la cura delle sue carte. Tra i manoscritti distrutti si pensa vi fossero
l'Outhoun, il Book of Moonlight citato nel MS Rossetti e la Version
of Genesis - as understood by a Christian visionary menzionata da Crabb
Robinson.
Nel 1821, a causa delle precarie condizioni economiche, Blake è
costretto a vendere la sua collezione di stampe.
Sempre nel 1821 il poeta intraprende la sua maggiore opera di incisore,
le ventidue Inventions of job, pubblicate nel 1825, anno in cui mette
mano alle illustrazioni per la Divina Commedia.
Nello stesso anno Blake scrivendo a Linnel si lamenta di soffrire "a
causa di questa odiosa febbre malarica, o che altro sia"1 e, più
tardi, di soffrire d'itterizia: sintomi tutti di una calcolosi biliare
che lo porterà alla tomba.
Si forma intorno a lui un gruppo di giovani artisti, fra i quali Edward
Calvert e George Richmond. L'artista comincia gli acquarelli per la
Divina Commedia e ne incide alcune lastre, che non porta a termine.
Conosce Samuel Palmer, che così descrive gli ultimi anni della
vita del poeta:
"In lui vedevi nello stesso tempo il Creatore e l'Inventore, uno
dei pochi in ogni tempo. Era l'energia stessa e diffondeva intorno a
sé un'atmosfera cordiale, piena di ideale. Passeggiare con lui
in campagna era come percepire l'anima della bellezza attraverso le
forme della natura; e gli alti e bui edifici fra i quali, dalla finestra
dello studio, vedeva il Tamigi e la spiaggia del Surrey, assumevano
una specie di grandezza per l'uomo che vi abitava vicino. Di questo
possono ridere coloro che non hanno conosciuto uno come Blake, ma questa
è la pura e semplice verità. Era un uomo senza maschera.
Aveva un solo scopo e i suoi difetti erano pochi, perciò era
libero, nobile e felice."
Il 12 agosto del 1827 il poeta muore "componendo e cantando poesie
al suo Creatore".
"È morto un santo!" esclama una povera donna amica
della signora Blake, presente al momento del trapasso.
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